Copertina

Cormac McCarthy


Il guardiano del frutteto


2002
Supercoralli
pp. 229
€ 15,00
ISBN 9788806159924

Traduzione di Silvia Pareschi

Il guardiano del frutteto, primo romanzo di Cormac McCarthy, è la storia di una società indifferente alle leggi del progresso, di una terra selvaggia e di uomini liberi e indipendenti che incarnano il mito dell'America di un tempo.

Altre edizioni: Il guardiano del frutteto. 2009. Super ET

Il libro

«Se ne sono andati tutti, ormai. Scappati, banditi nella morte o nell'esilio, perduti, rovinati. Sole e vento percorrono ancora quella terra, per bruciare e scuotere gli alberi, l'erba. Di quella gente non rimane alcuna incarnazione, alcun discendente, alcuna traccia. Sulle labbra della stirpe estranea che ora risiede in quei luoghi, i loro nomi sono mito, leggenda, polvere».

Ambientato in una piccola, remota comunità del Tennessee rurale negli anni fra le due guerre mondiali, il primo romanzo di Cormac McCarthy racconta la storia del contrabbandiere di whisky Marion Sylder e del suo giovane amico John Wesley Rattner. E poi del vecchio Ather, che con la sua stoica indipendenza e la sua comunione con la natura rappresenta il simbolo di un'epoca ormai conclusa. Tutti e tre i personaggi del romanzo sono protagonisti di un dramma che sembra nascere dalla terra stessa, sono gli eroi di un'intensa celebrazione di valori andati perduti col tempo e con l'industrializzazione.
I tre uomini, collegati fra loro da un cadavere ignoto e minaccioso, vanno incontro al loro destino mentre McCarthy esplora sottili questioni di amicizia e di lealtà, maturazione e disincanto. La legge si richiuderà su Sylder, così come il mondo civilizzato si richiuderà sul vecchio Ather. E John Wesley diventerà adulto cercando soprattutto di capire.
Le vicende dei personaggi, narrate in un succedersi di brevi scene di immediato impatto visivo e grande forza drammatica, hanno come sfondo un paesaggio arcaico, descritto con una prosa dalle cadenze bibliche che rimanda alla tradizione faulkneriana. I personaggi di McCarthy convivono con una natura che non ha nulla di idilliaco, capricciosa e ostile proprio come i suoi abitanti, simboleggiata dalle leggende dei puma che vivevano sulle montagne quando Ather era giovane. Una natura poetica e violenta come il destino degli uomini.

«Il senso della terra e delle stagioni è così forte da diventare parte della storia, e alcune scene sono davvero indimenticabili... Una complessa ed evocativa esposizione della fugacità della vita».

Harpers

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