Claudio Rigon![]() I fogli del capitano Michel
2009
L'Arcipelago Einaudi pp. 202 € 13,50 ISBN 9788806194543 Tutto parte da una scoperta. Un pacco di foglietti ingialliti, di varia misura, che hanno quasi cento anni e raccontano una storia: quella di un gruppo di soldati sull'Ortigara nell'estate del 1916. Una storia che merita di essere raccontata. |
All'inizio c'è un ritrovamento, nell'archivio di un museo: alcune piccole fotografie di soldati. Anche se sparse fra altre, qualcosa le unisce e le rende riconoscibili: un certo carattere, una sorta d'ingenua semplicità. Sul retro, a matita, è annotato sempre lo stesso nome: Michel. Un nome che diventa come una traccia da seguire.
Quelle fotografie fanno tutte parte, insieme a carte, lettere, documenti, di una stessa donazione. Una delle buste della «donazione Michel» contiene anche un blocco di fogli, di misure diverse, ripiegati a metà. Dicono di pattuglie in perlustrazione nella notte davanti alle trincee austriache, dell'arrivo del rancio, di un bombardamento, di morti. Dicono anche che si è davanti a Monte Ortigara, in quei luoghi che i lettori conoscono grazie a Mario Rigoni Stern ed Emilio Lussu.
Sono messaggi, in gergo fonogrammi, con cui alcuni reparti di un battaglione alpino si erano comunicati disposizioni e informazioni. Come delle telefonate, scritte però a mano da alcuni ufficiali, e recapitate da portaordini. Vanno dal 24 giugno al 29 luglio del 1916, un mese. Proprio allora il capitano Michel, appena promosso, era giunto a prendere il comando di un battaglione decimato, rimasto quasi senza ufficiali. Nella vita civile era insegnante di storia e filosofia.
Claudio Rigon legge e rilegge quei fogli, comincia a metterli in ordine, per data e per ora - quando sono indicate -, poi procedendo per riferimenti incrociati. Cerca di inquadrare ogni dettaglio in un contesto, viaggiando da un libro all'altro, ripercorrendo a piedi gli stessi luoghi. Quei fonogrammi in fondo sono solo minuscoli frammenti della vita di quelle giornate. Eppure nel leggerli Rigon vi scopre un ritmo, un movimento, sente che si compongono in un flusso. Segue quel flusso e dà voce alla carta, una voce esatta, mai retorica, mai invadente, scarna e poetica.
Di pagina in pagina, prende vita un intero mondo, un'intera umanità. Sono quei fonogrammi, più ancora delle fotografie (che non a caso si è scelto di non riprodurre nel libro), a restituirci una storia apparentemente lontana, una storia di guerra. Ma soprattutto una storia di uomini, spesso giovanissimi, che si sono ritrovati a vivere l'orrore ma anche la normalità del fronte. Alla fine si ha la sensazione che siano proprio quei soldati a dire di sé, a raccontarci senza volerlo qualcosa d'importante.
«Ogni biglietto mi colpisce, su ognuno mi soffermo. Quando ne prendo uno in mano mi accorgo che non lo trattengo con le dita - solo un attimo per sollevarlo: lo lascio come sospeso nel cavo della mano, lo soppeso, lo interrogo. È stato scritto ottantacinque anni fa da uomini che erano i nostri nonni (per me, per la mia generazione), che si sono trovati lassù, in quei luoghi, fra quelle pietre, su queste nostre montagne, a vivere qualcosa che è difficile anche pensare, ora, essere stata possibile».
«Lo smilzo e terribile librino di Claudio Rigon I fogli del capitano
Michel contiene i documenti che testimoniano come Lussu racconti la verità
fino al dettaglio, come gli ordini dei comandanti italiani fossero semplicemente
delle condanne a morte, e come le pattuglie di alpini che andavano a tagliare
i fili davanti alle trincee nemiche andavano in realtà davanti al plotone
di esecuzione.
Claudio Rigon ha trovato nel Museo del Risorgimento di Vicenza una cartella
che contiene questo materiale storico prezioso: il capitano Michel (poi maggiore),
in primissima linea, comunica col resto dello schieramento inviando e ricevendo,
per mezzo di staffette, messaggi scritti a matita o con la penna stilografica,
e riceve dai comandi superiori messaggi scritti con lo stesso sistema, o, quando
sono diretti a più destinatari, con la carta carbone. Sono ordini di
attacco, di spostamento, di schieramento. Comunicazioni sui reparti o sui singoli.
Resoconti sui morti e sui feriti. Ricerche di disertori, ladri, renitenti. Soldati
che si sparano addosso per invalidarsi. Tutto in presa diretta, mentre avviene.
È un documento emozionante».
Ferdinando Camon, ttL
ttL
Commenti
due giorni fa ho lasciato un commento negativo su questo libro. Quindi?
Di sgradevole lettura, il "libro" presenta un'introduzione lunga e scontatissima. Noiosa la continuazione nei capitoli successivi, carenti gli aspetti letterali e poetici, non si evidenzia il motivo di una simile pubblicazione, niente di nuovo all'orizzonte. Il testo assume le sembianze di alcuni classici della letteratura dell'altopiano ma questa volta in versione scontata e ridotta. Abituato a dar voti lo "scrittore" in questione questa volta merita 4- A. M.