Copertina

Carlo Bonini


Giancarlo De Cataldo


Suburra


2013
Stile libero Big
pp. 488
€ 19,50
ISBN 9788806215279

Nei giorni della Suburra nessuno piú è innocente.

***

«Il Libanese era morto.
Tanti altri erano morti, qualcuno era diventato infame, qualcuno si faceva la galera in silenzio, sognando di ricominciare, magari con un lavoretto senza pretese.
Il Samurai era ancora là. L'antico nome di battaglia denunciava ormai soltanto sogni abbandonati. Ad affibbiarglielo era stato il Dandi, ma lui aveva cercato di esserne degno.
E il potere, quello, era concreto, vivo, reale.
Il Samurai era il numero uno».

Carlo Bonini, Giancarlo De Cataldo, Suburra

Altre edizioni: Suburra. 2014. NumeriPrimi°
Suburra. 2013. eBook

Il libro

Leggi un estratto

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«"Chi scava, fruga in ciò che gli uomini hanno deciso di dimenticare per il bene di tutti", dice pubblicamente, a un tratto, in Suburra, un politico ripugnante, circondato esclusivamente da altri esseri ripugnanti. Forse per questa ragione, a Roma, lo svolazzamento icastico e vacuo sulle cose e sulle persone è una specie di sport incessante e frequentato da molti. Altrove, quando scavi, puoi incappare nell'affascinante arte del mistero. Qui, dietro il velo, ci viene detto in Suburra, puoi trovare solo una stanca meccanica, peggiorata e inutilmente grottesca, che, come tutte le meccaniche elementari, non contiene più alcune spinte vitali dell'uomo: lo stupore, la curiosità, l'inedito, il meraviglioso. Niente. La grande forza di Suburra sta nell'onestà con la quale Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini si avventurano in universi che sono diventati pura meccanica. Si sono spogliati di qualsiasi vis culturale. Finanche le sottoculture criminali che hanno alimentato la saggistica sulla Mafia appaiono, qui, svanite. La fascinazione impulsiva, incontrollabile, immorale, che si poteva provare e non dire per i contadini di Corleone che si appropriavano della città, ma che preservavano una specie di stramba moralità fatta di rituali e di silenzi, di formaggi di capra e letture della Bibbia, o l'organizzazione scientifica e avanzata di certi clan napoletani nel trattare non solo droga e prostitute, ma anche materiali più ostici e delicati, qui evapora. Si fa caricatura. Suburra racconta una criminalità che si è spogliata del suo già modesto quadro culturale di riferimento. Una criminalità allo sbando che riflette un paese allo sbando e, infatti, il quadro di connivenza col mondo del potere ufficiale, trattandosi di Roma, si fa corposo, organico, indissolubile, al punto di finire per confondere, in termini di comportamento e di orizzonti culturali, il cardinale con il killer, il politico con lo spacciatore. Se nella forma hanno ruoli diversi, nella sostanza appaiono pedine dello stesso mondo. Svuotate non solo di ideali, ma anche di desideri».

Paolo Sorrentino, «la Repubblica»

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«Ci voleva un romanzo-mondo, in salsa balzacchiana, per tenere in una sola rete banditi 2.0 e shampiste, prelati pederasti e riciclatori calabresi, boss zingari e bloggisti, neofascisti e cravattari, Capocotta e gli stabilimenti di Ostia, excort e trans, politici corrotti e salotti di sinistra, gigantesche pippate di coca e trattorie di pesce, sbirri infedeli e militari onesti, giudici ricattati e investigatori fuori di senno, radio di ultrà e cerimonie dall'ipocrisia elevata al cubo».

Piero Melati, «il venerdì di Repubblica»

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Una Roma lunare e sguaiata scenario di una feroce mattanza. Un Grande Progetto che seppellirà sotto una colata di cemento le sue periferie. Due vecchi nemici, un bandito e un carabiniere, che ingaggiano la loro sfida finale. Intanto, mentre l'Italia affonda, politici, alti prelati e amministratori corrotti sgomitano per partecipare all'orgia perpetua di questo Basso Impero criminale.


I PERSONAGGI

LO STATO

I servitori.

° Marco Malatesta, tenente colonnello e testa calda.
° Alba Bruni, capitana coraggiosa.
° Emanuele Thierry de Roche, generale e gentiluomo.
° Mario Rapisarda, carabiniere a cavallo.
° Carmine Terenzi, mela marcia.
° Giordano Brandolin, spalla ideale.
° Nicola Gaudino, napoletano a Ostia.
° Michelangelo de Candia, jazz e codici.
° Manlio Setola, Pm abbronzato.

Gli Intoccabili.

° Pericle Malgradi, Rialzati, Roma.
° Temistocle Malgradi, professione: fratello.
° Monsignor Mariano Tempesta, Etica per un nuovo millennio.
° Dottor Benedetto Umiltà, baciapile.

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BANDITI A ROMA

Quelli della Romanina.

° Marco Summa, inteso Spadino, il passo piú lungo della gamba.
° Dario Zuppa, inteso Paja, drizzatorti.
° Luca Scavi, inteso Fieno, altro drizzatorti (goloso di kebab).
° Rocco Anacleti, il duca gitano.
° Silvio Anacleti, erede e suddito.
° Max, detto Nicce, filosofo sulla strada.

Quelli di Ostia.

° Cesare Adami, inteso il Numero Otto, il Nerone di Ponente.
° Nino Adami, detto zio Nino, imperatore al gabbio.
° Denis Sale, aspirante imperatore.
° Morgana, la fata perversa.
° Robertino, il due di briscola.

I fuoriclasse.

° Il Samurai, l'uomo del destino.
° Shalva Israelachvili, un uomo vale un orso.
° Ciro Viglione, core 'e Napule.
° Rocco Perri, sorriso di Calabria.

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I RIBELLI

° Alice Savelli, uno spirito libero.
° Abbas Murad, ebanista combattente.
° Farideh Murad, l'amore ferito.
° Sebastiano Laurenti, il figlio dell'ingegnere.
° Kerion Kemani, albanese dalle molte risorse.

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GENTE PER BENE

° Eugenio Brown, uno sguardo dalla terrazza.
° Sabrina Proietti, in arte Lara, un gioiellino di ragazza.
° Spartaco Liberati, the Voice of Rome.
° Tito Maggio, chef.

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ALTRI PERSONAGGI

° Banditi, signorine, trafficanti di indulgenze, pischelli e transessuali.
° Nonne, radical-chic e cinematografari.
° Guardie, zecche, zammammeri.
° Quelli di San Giovanni.
° Tifosi, nazisti, pugili, infiltrati e pendolari.
° Banchieri, cravattari, avvocati e Cavalieri di Costantino.
° Cani, cavalli da tiro e gabbiani.

° Dandi, Freddo, Libano, fantasmi.

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