Copertina

Antonio Somaini


Ejzenstejn

Il cinema, le arti, il montaggio


2011
Piccola Biblioteca Einaudi Ns
pp. XVIII - 442
€ 28,00
ISBN 9788806207328

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Elenco delle illustrazioni. - Introduzione. Le possibilità del montaggio. - I. La «contagiosità mimica» del movimento espressivo. - II. «Modellare lo spettatore»: il montaggio delle attrazioni. - III. «L'arte è conflitto»: montaggio, dialettica, cinema intellettuale. - IV. Il libro sferico. - V. «Glass House»: cinema e trasparenza. - VI. «Que viva Mexico!»: il cinema e la «colonna verticale della storia». - VII. Stenogrammi dell'estasi e della crudeltà: i disegni messicani. - VIII. La forma cinematografica e il pensiero prelogico. IX. «Metod»: le vie del regresso. - X. Rappresentare lo «scarto» fra tempi diversi: da «Mosca nel tempo» a «Ivan il Terribile». - XI. Il montaggio nella storia delle arti. - XII. La «formula del pathos». - XIII. «Lo storico delle "Mille e una notte" delle possibilità del cinema». - Appendice. Sergej M. Ejzenstejn, Il quadrato dinamico. - Bibliografia. - Filmografia e teatrografia. - Indice dei nomi.



Ejzenstejn non è solo il regista che ha saputo imporsi con film come La corazzata Potëmkin e Ivan il Terribile nel grande canone della storia del cinema mondiale, ma anche l'autore di un'ampia ricerca sul senso e sulle possibilità del montaggio che si sviluppa attraverso le sue regie, i suoi disegni e i suoi scritti teorici.

Il libro

Ripercorrendo tutta l'opera di Ejzenstejn, dagli spettacoli teatrali dei primi anni '20 fino agli ultimi progetti a cui lavora poco prima della morte nel 1948, questo libro si propone di riconsiderare la produzione del regista sovietico portando in primo piano scritti, progetti di film e disegni che solo negli ultimi anni sono venuti alla luce. Lungo questo percorso, emerge in tutta la sua ricchezza e complessità una ricerca che ha visto nel montaggio un metodo compositivo con cui realizzare delle opere efficaci, capaci di agire sul presente, e al tempo stesso uno strumento con cui confrontarsi con il passato, smontando e rimontando quella storia delle arti di cui il cinema è pensato come l'«erede» e la «sintesi». Considerata in quest'ottica, l'opera di Ejzenstejn può essere discussa in relazione a tutta quella riflessione sul montaggio che negli anni '20 e '30 coinvolge registi, artisti, storici, critici e filosofi come Vertov ed Epstein, Moholy-Nagy ed El Lisickij, Warburg e Bataille, Kracauer, Benjamin e Bloch.

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