Racconti di vento e di mare
2010
Supercoralli pp. XXII - 576 € 22,00 ISBN 9788806202996
A cura di Giorgio Bertone
Dicono i marinai che sul mare, all'alba, «il vento scrive». Un segno fine come di chi provi su e giù il pennino di uno stilo. Ma non uniforme, perché non c'è onda che sia uguale a un'altra onda. Immergendosi in questi racconti, il lettore si ritroverà ammaliato e impotente davanti a un naufragio antartico; sarà incantato dal silenzio delle sirene; affronterà il giro del mondo in solitario; incontrerà e befferà il Leviatano; scorgerà i «Merry Men» che ballano il loro sabba infernale sulla scogliera, là dove Mare e Terra si scontrano. Un'antologia che è anche un portolano di storie, zigzagante, temerario, entusiasta, che ti lascia la piena libertà di scegliere la tua rotta, i tuoi bracci di mare, il porto sicuro in cui approdare, e da cui certo ricominciare il viaggio. |
Affrontare il mare aperto è da sempre
l'avventura delle avventure, la sfida
da cui originano le più incredibili scoperte,
la metafora stessa della vita. Per questo
i più grandi scrittori si sono così spesso
misurati con gli abissi.
Di questa sterminata letteratura si
raccoglie qui un «gruzzolo» di racconti
che cresce via via per accavallamenti, incroci,
contrapposizioni, accordi e somiglianze
lontane. Si disegna così una rotta
precisa e appassionante, che salpa da
un punto sicuro della mappa per giungere,
in quattordici tappe, all'approdo
finale. Un lungo viaggio, sospinti dall'inesorabile
capriccio del vento.
Dal dolore struggente della vedova
ciola narrato da Melville alle sorprendenti
«istruzioni per l'uso del surf» impartite
da London; dal racconto-cortometraggio
di Roald Dahl su un assurdo
tuffo in mare - da cui Hitchcock trasse
un episodio televisivo - alla cruda storia
dei fratelli Javel e dei loro averi, magistralmente
riportata da Maupassant.
Fino al resoconto di Moitessier, il più
visionario navigatore a vela del dopoguerra,
vero cavaliere errante moderno.
Ma il mare è anche una categoria del
«vedere», dell'immaginare, come nei racconti
di Pavese e Montale, in cui si narra
l'esclusione o l'inettitudine alla pratica
marinara. E così il mare di Pessoa, visto
da un lido di vacanza, porgerà la promessa
di una dolce regressione ai primordi
degli elementi, alla libertà originaria, alla
calma nostalgia della contemplazione.
Allora non ci sorprenda se in questo
viaggio, tra incontri imprevisti, casi strani,
e anche comici, ci capitasse la sensazione
di avere al nostro fianco un'ombra che non
è un'ombra, un compagno segreto, come
nel racconto di Conrad o nei ricordi di
Shackleton, come durante le esperienze
estreme. Come con la letteratura.
Commenti
un vero viaggio, con suoni e salsedine, vento sferzante e curiosità... per gli ulisse di oggi, che hanno nostalgia del titanico e ammirato confronto con il mare. Chiara