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Enciclopedia della musica. II. Il sapere musicale


2002
Enciclopedia della musica
pp. XLIX - 1156
€ 100,00
ISBN 9788806158507

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Pluralità e diversità del sapere musicale di Jean-Jacques Nattiez.

Parte prima. Il materiale musicale.
Gianni Zanarini. Il suono. Harold Powers. La melodia. Kofi Agawu. Il ritmo. Nicolas Meeùs. Scale, polifonia, armonia. Jean-Claude Risset. Il timbro. Nicholas Cook. Forma e sintassi. Jonathan D. Kramer. Il tempo musicale. Jonathan Dunsby. La tessitura. Rossana Dalmonte. Musica e parole. Jean-Jacques Nattiez. Musica e significato.

Parte seconda. La musica, il corpo e lo spirito.
Isabelle Peretz. La musica e il cervello. Marianne Hassler. Biologia e creatività. Eric Clarke. Processi cognitivi nell'esecuzione musicale. Irène Deliège. La percezione della musica. Michel Imberty. La musica e l'inconscio. Brenno Boccadoro. Musica, medicina e temperamenti. Giovanni Morelli. Musica e malattia. Roberto Caterina e Leslie Bunt. Musicoterapia. Gilles Cantagrel. Musica e gola.

Parte terza. Il musicista.
Peter Marler. La musica degli animali. Michel Imberty. La musica e il bambino. Sylvie Vangenot. L'enigma dell'orecchio assoluto. John A. Sloboda. Doti musicali e innatismo. Johannella Tafuri. Doti musicali e problemi educativi. Pierre François. Professionisti e dilettanti.

Parte quarta. La conoscenza del fatto musicale.
Margaret Bent. Il mestiere del musicologo. Philippe Vendrix. Concezioni diverse della storia musicale. Michela Garda. Storia del bello musicale. Mario Baroni. L'ermeneutica musicale. Rossana Dalmonte. Teoria e analisi. Jean-Jacques Nattiez. Etnomusicologia. Cronistoria della disciplina. Ramón Pelinski. Etnomusicologia nell'epoca postmoderna. Richard Middleton. Lo studio della popular music. Pamela M. Potter. Musicologia e nazismo. Daniela Langer. Musicologia e comunismo. Carolyn Abbate. Musicologia e gender studies.

Parte quinta. Pedagogia della musica.
Claude Dauphin. Didattica della musica nel Novecento. Rosalba Deriu. Tendenze recenti nella didattica dell'educazione musicale. Johannella Tafuri. La formazione musicale superiore in Europa e in Nord America. Franca Ferrari. Educazione musicale e mass media. Serena Facci. Multiculturalismo nell'educazione musicale.

Parte sesta. Dalla conoscenza all'interpretazione.
Peter Ward Jones. Collezioni e biblioteche. Dietrich Berke. Opera omnia e monumenta. Margaret Bent. Edizioni critiche di musica medievale e rinascimentale. Claudio Gallico. Edizioni critiche di musica barocca. Philip Gossett. Edizioni critiche di musica dell'Ottocento. Jonathan Dunsby. Analisi ed esecuzione musicale. Alejandro Planchart. L'interpretazione della musica antica. Christophe Deshoulières. La regia moderna delle opere del passato. Jean-Jacques Nattiez. Interpretazione e autenticità. Daniel E. Commins. L'acustica dei teatri e delle sale da concerto. Pierre Boulez. Testo, compositore, direttore d'orchestra.
Indice dei nomi e delle opere.




Contributi di Gianna Zanarini
Contributi di Harold Powers
Contributi di Kofi Agawu
Contributi di Nicolas Meeùs
Contributi di Jean-Claude Risset
Contributi di Nicholas Cook
Contributi di Jonathan D. Kramer
Contributi di Jonathan Dunsby
Contributi di Rossana Dalmonte
Contributi di Jean-Jacques Nattiez
Contributi di Isabelle Peretz
Contributi di Marianne Hassler
Contributi di Eric Clarke
Contributi di Irène Deliège
Contributi di Michel Imberty
Contributi di Brenno Boccadoro
Contributi di Giovanni Morelli
Contributi di Roberto Caterina
Contributi di Leslie Bunt
Contributi di Gilles Cantagrel
Contributi di Peter Marler
Contributi di Sylvie Vangenot
Contributi di John A. Sloboda
Contributi di Johannella Tafuri
Contributi di Pierre François
Contributi di Margaret Bent
Contributi di Philippe Vendrix
Contributi di Michela Garda
Contributi di Mario Baroni
Contributi di Ramón Pelinski
Contributi di Richard Middleton
Contributi di Pamela M. Potter
Contributi di Daniela Langer
Contributi di Carolyn Langer
Contributi di Claude Dauphin
Contributi di Rosalba Deriu
Contributi di Franca Ferrari
Contributi di Serena Facci
Contributi di Peter Ward Jones
Contributi di Dietrich Berke
Contributi di Claudio Gallico
Contributi di Philip Gossett
Contributi di Paul Griffiths
Contributi di Alejandro Planchart
Contributi di Christophe Deshoulières
Contributi di Daniel E. Commins
Contributi di Pierre Boulez

Che cos'è la musica, che cos'è un musicista, come apprendiamo la musica.

Il libro

«Nel Volume secondo di questa Enciclopedia l'espressione "sapere musicale" è assunta in duplice accezione. Il sapere musicale è innanzitutto ciò che sappiamo della musica e dei musicisti. Ciò è oggetto delle prime tre parti dell'opera. Ma anche l'impiego che della conoscenza della musica si fa per trasmetterla, renderla viva, interpretarla. Questo è oggetto delle due ultime parti. Fra le due, le diverse discipline e i diversi orientamenti della musicologia.
Per ciascun punto o problema che ci accingiamo ad affrontare il nostro obiettivo non è stato - compito impossibile - quello di presentare l'insieme delle teorie o dei punti di vista che possono darne contezza, ma al contrario, cosí come avevamo fatto nel Volume primo, di fare appello per la trattazione di ciascun tema a una sola disciplina, spesso innovativa, o a un solo punto di vista. Tranne quando si trattava di offrire una rassegna delle grandi branche della musicologia (storia, teoria, analisi, etnomusicologia, ecc.), non si è proceduto a un'esposizione sintetica e storica di quanto avviene all'interno di ciascuna branca. Si è preferito illustrare la diversità dei metodi e delle discipline mobilitate oggi nella costruzione del sapere musicale, facendole intervenire su un certo numero di questioni specifiche, che non sorprenderanno dopo l'esame che abbiamo appena proposto. [...]

Dalla rassegna presentata in questo volume, necessariamente molto frammentaria nonostante il gran numero di pagine, risulterà senz'altro che la conoscenza del fatto musicale è ormai pluralistica. Non vi è limite alle forme di costruzione dei fatti musicali e ai parametri che vengono privilegiati. Non vi è limite al numero delle discipline e, all'interno di ciascuna di esse, ai paradigmi propri di ciascuna disciplina ai quali il musicologo può far ricorso. Non vi è piú limite alle tipologie di musica che possono costituire oggetto di indagine musicologica. Tale è la nuova situazione di cui la musicologia è testimone in questo inizio di XXI secolo. L'unitarietà di una disciplina a lungo caratterizzata dall'onnipresenza del criterio storicistico ha lasciato posto a una disciplina esplosa e variegata, che trova il suo nettare ovunque si volga a coglierlo. [...]

Il presente volume intende dunque riflettere l'attuale molteplicità dei possibili campi d'indagine della musica e del musicale. Se abbiamo preso posizione a favore di questa pluralità, è soprattutto perché essa corrisponde a ciò che ci appare la reale situazione odierna del sapere musicale. Ma è anche perché l'impresa ci fornisce l'occasione per prevenire tutti coloro che sono interessati alla conoscenza del fatto musicale - lettori, melomani, musicologi, musicisti - da un possibile pericolo: il miraggio del riduzionismo, vale a dire l'atteggiamento che consiste nell'assumere per un dato problema o per un dato settore un solo modo di descrizione, di comprensione e di spiegazione. Cedere al riduzionismo è allettante, in un'epoca in cui con l'aumento del numero di paradigmi scientifici disponibili si allunga la lista di domande che si possono rivolgere alla musica. È altrettanto allettante cedervi quando un nuovo paradigma sembra arrecare risposte talmente illuminanti e innovatrici da relegare nell'ombra i paradigmi del passato. In realtà, l'abbiamo qui ricordato, i paradigmi rimossi possono sempre riaffiorare alla superficie.
Se dal percorso che ci proponiamo in questo volume vi fosse una sola "lezione" da recepire, privilegeremmo questa: chiunque voglia dedicarsi alla comprensione del fenomeno musicale, anche se gli fosse impossibile osservare il fenomeno studiato attraverso le molteplici sfaccettature del poliedro, deve farsi dovere di osservare il principio secondo cui un altro paradigma esplicativo potrà sempre trovar posto accanto a quello da lui privilegiato. Lezione di modestia, probabilmente, e anche di tolleranza scientifica, ma insieme incitamento a pensare la musica "in stereofonia". Non si può penetrare nel poliedro del sapere musicale con una sola chiave».

Da Pluralità e diversità del sapere musicale di Jean-Jacques Nattiez

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