Giulio Einaudi editore

Storia dei paesi balcanici

Dalle origini ai giorni nostri
Copertina del libro Storia dei paesi balcanici di Edgar Hösch
Storia dei paesi balcanici
Dalle origini ai giorni nostri
Mondadori Store Amazon IBS La Feltrinelli

Dai fasti del medioevo agli orrori della pulizia etnica, la storia millenaria della polveriera d'Europa.

2005
Einaudi Storia
pp. XIV - 442
€ 30,00
ISBN 9788806142018

Il libro

Paesi da operetta e paesi di anarchici e regicidi. Paesi che sembravano sepolti per sempre dietro la cortina di ferro e che si fanno improvvisamente troppo vicini, con il loro carico di guerra e violenza. Paesi europei, in ogni caso, di cui l’Europa oggi sa troppo poco. Dalle pagine di questo libro emerge una realtà di popoli e nazioni unita per molti secoli solo dal non avere niente in comune. Una realtà che dal Medioevo in avanti ha visto nascere regni tanto luminosi quanto effimeri, grazie a sovrani destinati a entrare nella leggenda. E dove le potenze e gli imperi d’Europa hanno giocato le loro partite: spesso a proprio rischio, sempre a danno degli equilibri della regione.

Il racconto storico di Edgar Hösch ricostruisce i vertiginosi intrecci di etnie, religioni, politiche e geografie che hanno fatto dei Balcani la zona instabile d’Europa. Il luogo dove si concentrano, in una miscela sempre pericolosa, le contraddizioni della nostra storia passata e recente. Una lettura utile e attuale, che ha molto da insegnarci sul futuro dell’Europa allargata.

Nel congresso dei popoli oppressi, che riuní a Roma dall’8 all’11 aprile 1918 delegati cechi, polacchi, romeni e slavi meridionali, fu riaffermato il diritto di ogni popolo al proprio Stato nazionale. Dopo la fine degli scontri bellici, l’applicazione pratica di questo sublime principio […] divenne ben presto l’incubo dei diplomatici europei. Al compito pressoché inestricabile di arrivare a tracciare confini in grado di riscuotere consensi, in presenza di una tipica frammentazione dei gruppi etnici, in cui la lingua varia «di villaggio in villaggio, quasi di fattoria in fattoria» (Marx), gli uomini di stato delle conferenze di pace parigine erano del tutto impreparati. Una tremenda ignoranza delle circostanze etnografiche e geografiche portò a conclusioni fatalmente errate, e all’impossibilità di evitare decisioni sbagliate.

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