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Sindona
Ascesa e caduta di un finanziere che, nel giro di pochi anni, diventa uno degli uomini piú ricchi e potenti d'Italia, tra scalate societarie, avventure corsare in borsa e riciclaggio di denaro sporco.
Il libro
La vicenda di Michele Sindona ha un valore emblematico nella storia italiana recente. Negli anni Sessanta è il fiduciario finanziario del Vaticano; negli Stati Uniti un banchiere affermato, e in Italia viene celebrato come il piú audace e brillante finanziere privato. È uno degli uomini che, senza grandi origini alle spalle, conquistano il successo in anni di straordinario cambiamento dell’Italia, grazie a un’intelligenza rapida, al gusto per il rischio e a una spregiudicatezza senza scrupoli. La sua ascesa è rapida quanto la caduta. In pochi anni Sindona costruisce e perde il suo impero: nel 1974 le sue banche falliscono clamorosamente. È il mondo delle alleanze trasversali tra P2, mafia e politica: una forma degenerata, ma duratura, di capitalismo relazionale. Condannato all’ergastolo per l’omicidio del commissario liquidatore Giorgio Ambrosoli, Sindona diventa il simbolo di una stagione in cui finanza e potere hanno smarrito ogni limite. Raccontarla oggi significa interrogarsi non solo su quel sistema, ma sul coraggio di chi seppe opporsi, difendendo lo Stato e il senso del bene pubblico.
«Un libro importante, che lumeggia la tragica parabola di un personaggio che ha svolto un ruolo di rilievo nella storia del capitalismo italiano tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento».
Miguel Gotor