Giulio Einaudi editore

Generazione ribelle

Diari e lettere dal 1943 al 1945
Copertina del libro Generazione ribelle di VV.
Generazione ribelle
Diari e lettere dal 1943 al 1945
Mondadori Store Amazon IBS La Feltrinelli

Piú di 150 testimonianze di partigiani, internati militari, donne, preti, deportati, raccolte in anni di ricerche presso archivi pubblici e privati: un diario di quei giorni, «scritto» dagli stessi protagonisti.

2006
Einaudi Storia
pp. XXXIV - 482
€ 24,00
ISBN 9788806183080
A cura di
Introduzione a cura di

Il libro

«Questa raccolta è un contributo importante e necessario non solo per documentare dall’interno aspetti concreti, quotidiani, dell’esperienza della guerra, della Resistenza, dell’internamento, ma soprattutto per dare consistenza concreta ed eloquente a quello che, con felice immagine, Claudio Pavone ha chiamato “la moralità nella Resistenza”. Per quali ragioni, con quali sentimenti, con quale bagaglio culturale e ideale ciascuno individualmente ha scelto di resistere, andando in montagna o rifiutando l’adesione alla Repubblica Sociale: di questo ci parlano le lettere, i diari, i “testamenti” raccolti con scrupolo e passione da Mario Avagliano. Certamente, pochi documenti possono rendere conto con piú puntualità ed eloquenza dello stato d’animo di allora, di quanto non facciano queste pagine vergate nella pienezza del tempo, i diari che analizzano le modalità e le ragioni della scelta partigiana nel suo farsi, quegli ultimi scritti, le lettere dei condannati a morte, o i testamenti spirituali, dove convergono la tragedia del presente, la memoria degli affetti e l’insegnamento per il futuro».

Dall’introduzione di Alessandro Portelli

La ricerca da cui è nato questo libro è un tentativo di ricostruisce dal vivo una cronaca dei due anni della Resistenza italiana, scandita attraverso i diari e le lettere ai familiari, alle fidanzate o agli amici di partigiani, di militari e di deportati. Ne scaturisce un racconto di quei giorni, «scritto» dagli stessi protagonisti. Un diario non viziato dal clima del dopoguerra e dalle varie interpretazioni storiografiche sul movimento di Liberazione (si spiega cosí l’esclusione della memorialistica non coeva ), ma che invece trasporta anche emotivamente chi legge – come in un susseguirsi di vertiginosi flashback – dall’illusione del 25 luglio 1943, con la caduta del regime fascista e dei suoi simboli, fino all’aprile del ’45 e ai festeggiamenti con le bandiere tricolori all’atto della liberazione di Milano. Dei due anni della guerra di Liberazione, il “diario” – seguendo un doppio registro, cronologico e tematico – mostra dal di dentro lo sbandamento dell’esercito italiano all’annuncio dell’armistizio; la lotta contro i tedeschi negli avamposti all’estero; la fatica della guerra civile sulle montagne e dentro le città; il carcere, le torture e gli eccidi nazisti; la deportazione nei lager; la scelta dei militari internati di non aderire alla Repubblica Sociale. Emergono, tuttavia, anche le divisioni – a volte violente – all’interno del movimento partigiano. Cosí come si appalesa la linea di confine molto labile che, in qualche circostanza, passava tra chi militava nella Resistenza e chi sceglieva la Repubblica di Salò. Le lettere e i diari dei partigiani, dei militari e dei deportati aiutano a comprendere lo spirito del tempo, i comportamenti, i timori, i pregiudizi, le speranze di una generazione di italiani che rifiutò il fascismo e si ribellò ai tedeschi in nome della libertà e dell’amor di Patria.

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