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19 dicembre 2025
Cristina Cassar Scalia
Catania - L'autrice presenta Mandorla amara alle ore 17:30 presso l'auditorium Giancarlo De Carlo, Monastero dei Benedettini di San Nicolò l'Arena (Piazza Dante). In dialogo con Paolo Di Caro e Maria Rizarelli. Legge alcuni brani l'attrice Manuela Ventura. Saluti di Stefania Rimini.
Mandorla amara
Sette cadaveri su uno yacht alla deriva. Causa della morte, avvelenamento. Un delitto quanto mai insolito che spalanca un abisso di ipotesi, sospetti e stranezze in cui Vanina Guarrasi, nonostante il difficile momento personale, è pronta a calarsi.
Il libro
È una calda mattina di luglio quando l’avvocata Maria Giulia De Rosa e il medico legale Adriano Calí, usciti per una gita in mare, ascoltano alla radio un avviso della capitaneria di porto: nelle acque in cui stanno navigando c’è una grossa imbarcazione che potrebbe trovarsi in difficoltà. Il loro tentativo di soccorso si rivela però inutile, a bordo di quello che è un vero e proprio panfilo sono tutti morti. Calí, con la sua esperienza, ci mette poco a capire che a uccidere quelle persone è stata una dose di cianuro, forse mescolata a del latte di mandorla. E chiama subito l’amica vicequestore. Vanina, che si era allontanata per qualche giorno, rientra immediatamente nel capoluogo etneo per immergersi in un’indagine serratissima. Com’è ovvio, non le mancherà il sostegno del commissario in pensione Biagio Patanè. L’anziano poliziotto stavolta potrà aiutarla solo per telefono: si trova a Palermo accanto all’amata moglie Angelina, che ha appena subito un delicato intervento al cuore.
– Certo che stavolta si superò, dottoressa, s’u facissi riri. Sette morti avvelenati supra una barca di lusso. Per giunta col cianuro.
– E che ci devo fare, commissario, mi capitano sempre casi streusi. Oddio, sul cianuro ancora non possiamo mettere la mano sul fuoco, almeno finché Adriano non avrà confermato la sua ipotesi.
– Eh, ma tra i dettagli che mi riferí ce ne sono un paio che fanno pensare proprio a quello. E sono sicuro che macari il dottore ci fece caso. – Parla del colorito dei cadaveri? – Anche, ma non solo. Vanina non capí. – Lei non mi disse che a occhio, e soprattutto a naso, il liquido residuo nei bicchieri al dottore Calí era sembrato latte di mandorla? – riprese Patanè.
– Sí. Il commissario rimase un attimo in silenzio. Poi: – Dottoressa, ma lei l’ha mai annusato il cianuro?