Giulio Einaudi editore

L’esperienza della libertà

Copertina del libro L’esperienza della libertà di Jean-Luc Nancy
L’esperienza della libertà
indice
Mondadori Store Amazon IBS La Feltrinelli

Il libro piú importante e classico del filosofo francese, una riflessione serrata sul significato del concetto di libertà e dell'identità dell'uomo in quanto soggetto della comunità umana e sociale.
«Nancy è un filosofo alla maniera di Husserl, Heidegger e Sartre, i grandi filosofi del secolo».
Roberto Esposito

2000
Biblioteca Einaudi
pp. XXXV - 219
€ 16,53
ISBN 9788806154646
Traduzione di
Introduzione a cura di

Il libro

Che cos’è la libertà? Qual è il nucleo di senso di una pratica che sembra sfuggire a ogni tentativo di definizione – e che anzi, quanto piú si cerca di afferrare, tanto piú pare fuggire lontano nel passato o nel futuro? La risposta dell’autore, che si va ormai imponendo come uno dei massimi filosofi contemporanei, si discosta radicalmente dalle varie filosofie politiche o storie della libertà oggi in circolazione: la libertà non è un concetto, un’idea, un valore. Non è un diritto, una qualità o una proprietà del soggetto individuale o collettivo -come invece afferma l’intera tradizione postcristiana in termini di «libero arbitrio» o di «libera volontà», salvo poi rovesciarli nel loro contrario, in necessità. Essa è un’esperienza o una decisione d’esistenza. Contro ogni sua declinazione negativa, Nancy restituisce cosíl alla libertà la sua originaria potenza affermativa. Egli resta fedele alla concezione kantiana della libertà come «fatto», ricostruita e decostruita attraverso le problematiche interpretazioni di Schelling e di Heidegger; contemporaneamente si confronta con gli altri filosofi novecenteschi della libertà – da Arendt ad Adorno, da Sartre a Bataille, pervenendo infine a ricostruire il nesso tra libertà e comunità che ne la tradizione liberale ne quella neocomunitaria sono in grado di pensare. Ma prima ancora di formulare un pensiero della libertà, Nancy dischiude uno spazio a quella libertà del pensiero che si va profilando come un’esigenza ineludibile del nostro tempo. Roberto Esposito

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Il libro

Che cos’è la libertà? Qual è il nucleo di senso di una pratica che sembra sfuggire a ogni tentativo di definizione – e che anzi, quanto piú si cerca di afferrare, tanto piú pare fuggire lontano nel passato o nel futuro? La risposta dell’autore, che si va ormai imponendo come uno dei massimi filosofi contemporanei, si discosta radicalmente dalle varie filosofie politiche o storie della libertà oggi in circolazione: la libertà non è un concetto, un’idea, un valore. Non è un diritto, una qualità o una proprietà del soggetto individuale o collettivo -come invece afferma l’intera tradizione postcristiana in termini di «libero arbitrio» o di «libera volontà», salvo poi rovesciarli nel loro contrario, in necessità. Essa è un’esperienza o una decisione d’esistenza. Contro ogni sua declinazione negativa, Nancy restituisce cosíl alla libertà la sua originaria potenza affermativa. Egli resta fedele alla concezione kantiana della libertà come «fatto», ricostruita e decostruita attraverso le problematiche interpretazioni di Schelling e di Heidegger; contemporaneamente si confronta con gli altri filosofi novecenteschi della libertà – da Arendt ad Adorno, da Sartre a Bataille, pervenendo infine a ricostruire il nesso tra libertà e comunità che ne la tradizione liberale ne quella neocomunitaria sono in grado di pensare. Ma prima ancora di formulare un pensiero della libertà, Nancy dischiude uno spazio a quella libertà del pensiero che si va profilando come un’esigenza ineludibile del nostro tempo.
Roberto Esposito