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L’arma economica
La guerra può essere messa al bando dalla storia? E le sanzioni sono lo strumento giusto per farlo? Oppure rischiano di essere uno strumento peggiore del male che vogliono sradicare, finendo con il produrre ulteriori conflitti sempre piú rabbiosi e cruenti? Ricostruendo l'uso delle sanzioni fatto dai blocchi della Prima guerra mondiale, fino allo scontro con il fascismo tra le due guerre, Nicholas Mulder utilizza un'ampia ricerca d'archivio per intrecciare storia politica, economica, giuridica e militare. Un libro importante e quanto mai attuale che getta una nuova luce sul perché le sanzioni siano oggi considerate una forma di guerra - e perché le loro conseguenze indesiderate siano cosí gravi.
«Un libro davvero prezioso: offre molte lezioni per i responsabili della politica occidentale di oggi».
Paul Kennedy, «The Wall Street Journal»
«Mulder svela la storia dell'arma definitiva del liberalismo. Un contributo essenziale sia alla ricerca storica che al dibattito attuale sulle sanzioni economiche».
Adam Tooze
Il libro
Per i pessimisti la guerra costituisce una parte ineluttabile del nostro essere umani. Gli ottimisti, invece, considerano l’aumento della ricchezza, l’accrescersi dell’emancipazione e l’avanzamento della tecnologia come altrettanti propulsori di un lento ma costante progresso morale. Questa oscillazione tra speranza e desolazione fu al centro del dibattito intellettuale dopo la distruzione senza precedenti causata dalla Prima guerra mondiale. All’epoca i vincitori dettero vita a una nuova organizzazione internazionale, la Società delle Nazioni, convinti che sarebbe stata uno strumento in grado di risolvere le controversie attraverso la negoziazione. In seguito al crollo dell’ordine politico ed economico degli anni della Grande depressione, e allo scoppio della Seconda guerra mondiale, alla fine degli anni Trenta la Società fu liquidata come impresa utopica. Era opinione di molti, un’opinione ancora diffusa tra gli storici, che la Società non disponesse di mezzi per mettere in riga i perturbatori della pace. Non erano di questo avviso i suoi fondatori, persuasi di aver dotato l’organizzazione di un nuovo e potente strumento coercitivo adatto al mondo moderno. Questo strumento era rappresentato dalle sanzioni. L’arma economica analizza l’emergere delle sanzioni nel corso dei tre decenni successivi alla Prima guerra mondiale e lo sviluppo che le ha portate ad assumere la forma che hanno oggi. La loro comparsa ha segnato l’ascesa di un approccio specificamente liberale al conflitto globale, un approccio che ancora adesso sembra godere di ottima salute. Le sanzioni hanno spostato il confine tra guerra e pace, prodotto nuovi modi per mappare e manipolare il tessuto dell’economia, cambiato il modo in cui il liberalismo concepisce la coercizione e alterato le logiche e le dinamiche del diritto internazionale. Questo modello si è però rivelato molte volte piú violento delle guerre che punta a prevenire, anche se in questi tempi agitati tendiamo spesso a dimenticarcelo.
«Un libro lucido, esemplare, che ci invita a ripensare il presente».
«Financial Times»
«Questa storia rivelatrice della “guerra economica” – blocchi e sanzioni – ci ricorda che fino a 400 000 persone morirono per malnutrizione indotta dai blocchi nell’Europa centrale durante la Prima guerra mondiale, e 500 000 nel Medio Oriente ottomano. Dopo averlo letto, guarderete alla storia del Novecento con occhi nuovi».
Noel Malcolm, «The Daily Telegraph»