Giulio Einaudi editore

La bambina che aveva mangiato una nuvola grande come la Tour Eiffel

La bambina che aveva mangiato una nuvola grande come la Tour Eiffel
Mondadori Store Amazon IBS La Feltrinelli

«L'amore mette le ali», è proprio il caso di dirlo. Niente e nessuno possono infatti fermare una mamma (anche se improvvisata) che vuole raggiungere la figlia quando ha bisogno di lei. Se necessario le sue braccia possono diventare ali e la forza del cuore può farla liberare leggera nello spazio. È vero? Non importa. Un Piccolo Principe al femminile che ci insegna come «l'importante sia ciò in cui si crede».

2015
Supercoralli
pp. 216
€ 19,00
ISBN 9788806227135
Traduzione di

Il libro

Léon, un controllore di volo dell’aeroporto
di Orly, entra da un anziano barbiere
per farsi tagliare i capelli. E, visto
che il negozio è vuoto, inizia a raccontare
una strana storia: la storia di una giovane
postina che, il giorno dell’eruzione di un
vulcano islandese che ha riempito i cieli
d’Europa di una nube di ceneri bloccando
tutti i voli, è arrivata alla sua torre di
controllo in bikini chiedendo il permesso
di prendere il volo. Cioè di volare lei
stessa, con la sola forza delle sue braccia.
Anche il barbiere si ricorda quel giorno:
è quando l’aereo su cui viaggiava suo
fratello è caduto a causa della nube; vi
furono 162 morti, nessun sopravvissuto.
E ricorda pure la notizia folle di Providence
Dupois, la donna che ha volato e
di cui hanno parlato tutti i giornali. Cosí,
Léon comincia a raccontare tutta la storia
dall’inizio. Da quando Providence,
postina con sei dita al piede destro e
una vita tempestosa, viene ricoverata in
ospedale durante un viaggio in Marocco
per un’appendicite e conosce Zahera
che ha sette anni, è orfana, e vive fin dalla
nascita in ospedale per una malattia
congenita ai polmoni che, in assenza di
un trapianto, la condurrà certamente alla
morte. C’è una «nuvola» in fondo ai polmoni
della bambina, una «nuvola grande
come la Tour Eiffel».
Le due buffe e amabili creature s’innamorano
una dell’altra, Zahera ha una
visione del mondo tutta sua dove, ad
esempio, le stelle sono lanciate in cielo
da cannoni cinesi, mentre Providence le
fa scoprire il mondo reale tramite Internet.
Il loro legame diventa cosí forte che la donna decide di adottarla. Il giorno
dell’eruzione, con tutti i documenti finalmente
completati, Providence doveva
partire per Marrakech e portare Zahera
a Parigi. È una promessa che ha fatto
alla sua bambina, e dunque non può non
arrivare, cascasse il mondo!
Cosí l’intrepida postina comincia un
viaggio via via piú bislacco tra Parigi e
il Marocco, in un crescendo surrealista
e divertente che ricorda le fantasticherie
di Boris Vian e la materia onirica dei
film di Michel Gondry. Fra truffatori senegalesi
che si spacciano per maestri cinesi
per avere piú clientela, monaci tibetani
a Versailles che giocano a bocce
con i pomodori verdi e insegnano a volare
con l’aiuto di una console Wii, Providence
finirà davvero per prendere il volo
dall’aeroporto di Orly: con i capelli
tagliati e sul corpo nient’altro che un bikini
e una fiala di vetro contenente una
pozione miracolosa…
Una narrazione che attraversa una realtà
a tratti crudele e spietata, e la dolcezza
della fiaba che restituisce bellezza alle
cose e rende la vita piú lieve. Il risultato è
un romanzo scoppiettante, dolce amaro,
e ricco di immaginazione funambolica.

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