Giulio Einaudi editore

A volte ritorno

A volte ritorno
Mondadori Store Amazon IBS La Feltrinelli

Dio piazza i gomiti sul tavolo, stringe le mani e si china verso i santi riuniti: «Che cazzo sta succedendo sulla Terra?»

2012
Stile Libero Big
pp. 390
€ 19,00
ISBN 9788806209223
Traduzione di

Il libro

Dopo una settimana di vacanza che sarebbero cinque secoli
di tempo terrestre, Dio torna in ufficio, ancora col cappello
di paglia e la camicia a quadri. Era andato in vacanza, a pescare,
in pieno Rinascimento, quando i terrestri scoprivano un continente
alla settimana, e sembrava andasse tutto a gonfie vele.
Al suo ritorno però, il quadro che gli fanno i suoi ha del catastrofico:
il pianeta ridotto a un immondezzaio, genocidi come se piovesse,
preti che molestano i bambini…
Dio non è solo ultradepresso. Anche molto incazzato.
L’unica soluzione, pensa, è rispedire sulla Terra quello strafatto
di suo figlio.
– Sei sicuro sia una buona idea? – gli chiede Gesú. – Non ti ricordi
cosa è successo l’altra volta? – Ma Dio è irremovibile.
Cosí Gesú Cristo piomba a New York, tra sballoni e drop out
di ogni tipo. E cerca, come può, di dare una mano agli sfigati
della terra. Il ragazzo non sa fare niente, eccetto suonare
la chitarra. E riesce a finire in un programma di talenti alla tv.
Un gran bel modo per fare arrivare il suo messaggio a un sacco
di gente. Ma, come già in passato, anche oggi chi sta dalla parte
dei marginali non è propriamente ben visto dalle autorità.

***

Quand’è che le cose hanno cominciato
ad andare a puttane? Colpa di Mosè, forse.
Quel falsario. Uno dei primi a cedere
al protagonismo. Quando era arrivato in cima
al Sinai e aveva messo gli occhi
su quell’unica tavola perfettamente cesellata – le parole «FATE I BRAVI» incise nell’elegante
corsivo inglese di Dio – aveva dato fuori
di matto. Tutto quel can can e lui doveva,
cosa?, scendere e dire: «Ehi ragazzi,
fate i bravi! Be’, non c’è altro. In bocca al lupo
per tutto»? Col cazzo. E cosí quel figlio
di mignotta si era messo sotto con lo scalpello.
Quaranta sudati giorni di lavoro
su quella sequela di minchiate. Quella stronzata
del «Non desiderare la donna d’altri»? Tipico
di Mosè. (Quante pedate nel culo s’era beccato
quand’era arrivato qui? Dio gli aveva assestato
la prima appena quel coglione aveva varcato
la soglia, e aveva smesso solo nei Secoli Bui:
almeno un centinaio d’anni. Alla fine ci aveva
le chiappe che sembravano due barbabietole
bollite). Poi di male in peggio. L’interpretazione.
La fiera del «Io-credo-di-sapere-cosa-voleva-dire-
Dio». Sbadabum: un millennio dopo
qualche sciroccato taglia la gola ai neonati
e se li getta alle spalle perché crede
di avere Dio dalla sua parte.
Cosa cazzo c’era da interpretare in «FATE
I BRAVI»?
La stessa, identica domanda che Dio
aveva ripetuto per secoli, mentre prendeva
a pedate Mosè.
In ogni caso, ormai la frittata è fatta, pensa Dio
con un sospiro, mentre si rende conto
della piega che stanno prendendo i Suoi pensieri.
Qualcuno avrebbe dovuto rispiegare
al genere umano cosa significa «FATE I BRAVI».

Altri libri diJohn Niven