Giulio Einaudi editore

Psicologia dell’inerzia e della solidarietà

Lo spettatore di fronte alle atrocità collettive
Copertina del libro Psicologia dell’inerzia e della solidarietà di Adriano Zamperini
Psicologia dell’inerzia e della solidarietà
Lo spettatore di fronte alle atrocità collettive
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Capire chi assiste indifferente a carneficine inaudite è impossibile senza spiegare il comportamento opposto, quello dei soccorritori. Inerzia e solidarietà sono le due facce di un'unica medaglia che sempre piú spesso mette a dura prova le capacità di comprensione di tutti noi.

2001
Piccola Biblioteca Einaudi Ns
pp. XII - 202
€ 16,00
ISBN 9788806157340

Il libro

«Questa era la cosa che avrei voluto capire dopo la guerra. Nient’altro. Come un essere umano può rimanere indifferente. Capivo i carnefici e le vittime. Ma gli altri, quelli che furono semplicemente degli spettatori, mi erano incomprensibili». Cosí Elie Wiesel, testimone della Shoah, riassume uno degli interrogativi centrali sollevati dalle atrocità collettive. La diffusa e rassicurante personalizzazione dell’inerzia e della solidarietà enfatizza il ruolo di singoli individui e dei loro valori morali. Si perde cosí il senso del contesto e quindi la possibilità di comprendere in modo adeguato il comportamento umano in situazioni estreme. Al centro dell’analisi di Zamperini, che ripercorre tutta la letteratura scientifica sull’argomento, non vi è lo spettatore inerte, con il suo alone negativo, né il soccorritore illuminato dalle sue virtú, bensí l’ambiente psico-sociale che caratterizza le atrocità collettive. Sottolineando l’importante ruolo svolto dagli spettatori attivi e passivi, questo libro rappresenta un’autentica novità editoriale rispetto a un tema da tempo al centro del dibattito della psicologia sociale, e non affida gli eventi esaminati a una logica da museo ma li consegna a un’attualità dove la coesistenza fra etnie e popoli è prioritaria nell’agenda della società contemporanea. La formazione del futuro cittadino non può essere limitata alla retorica della convivenza, ma deve riuscire a capire i processi psicologici che lavorano al servizio della distruttività umana, dell’inerzia e della solidarietà.

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