Giulio Einaudi editore

Mattioli e Cuccia

Due banchieri del Novecento
Mattioli e Cuccia
Due banchieri del Novecento
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Raffaele Mattioli ed Enrico Cuccia: i piú importanti banchieri dell'Italia del Novecento nel racconto inedito dei loro rapporti, della loro collaborazione e dei loro dissidi.

2011
Passaggi Einaudi
pp. VIII - 214
€ 17,50
ISBN 9788806206291

Il libro

Raffaele Mattioli ed Enrico Cuccia sono stati i due banchieri italiani più rappresentativi del Novecento. Solo dodici anni li dividevano, essendo l’uno nato nel 1895 e l’altro nel 1907. Ma il ridotto scarto anagrafico era stato ampliato dalla Grande Guerra, cui il primo aveva partecipato, il secondo no. Notevoli erano pure le differenze di temperamento (solare il capo della Banca Commerciale Italiana, riservato il leader di Mediobanca) e di sensibilità politica (“progressisti” entrambi, ma più “antipolitico” il secondo). Ciononostante, Mattioli e Cuccia lavorarono a lungo insieme, si stimarono e nutrirono sentimenti d’affetto reciproco. Frutto del loro sodalizio fu, nel 1946, la creazione di Mediobanca, affidata a Cuccia e destinata a sostenere lo sviluppo delle imprese italiane. Dopo aver delineato un ritratto umano e professionale dei due personaggi, da lui conosciuti personalmente, Sandro Gerbi – sulla base di documenti inediti – racconta il crescente disagio di Mattioli per l’indirizzo assunto da Mediobanca. Il banchiere di “piazza della Scala” aveva infatti la netta sensazione che Cuccia stesse trasformando l’istituto in una «banca d’affari», con l’assunzione di eccessive partecipazioni nei principali gruppi industriali del Paese. Ne nacque una querelle, che però Mattioli non volle mai rendere di pubblico dominio, a parte alcuni cenni in scritti ufficiali. Più esplicito fu in una lettera a Cuccia, dove criticò la sua inclinazione a rimanere avvolto «nelle misteriose tenebre del più ermetico silenzio». Il dissenso tra “maestro” e “allievo” era ormai un fatto compiuto.

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