Giulio Einaudi editore

Storia del teatro moderno e contemporaneo. III. Avanguardie e utopie del teatro. Il Novecento

Copertina del libro Storia del teatro moderno e contemporaneo. III. Avanguardie e utopie del teatro. Il Novecento di VV.
Storia del teatro moderno e contemporaneo. III. Avanguardie e utopie del teatro. Il Novecento
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Dopo l'esplorazione della nascita, nel Rinascimento, del teatro moderno, e della sua crescita nei secoli dello sviluppo della borghesia europea, la Storia del teatro moderno e contemporaneo ci guida in questo terzo volume attraverso l'esplosione delle forme teatrali che ha conosciuto il Novecento.

2001
Grandi Opere
pp. XVIII - 1422
€ 110,00
ISBN 9788806147525
Contributi di

Il libro

Un secolo attraversato da guerre e rivoluzioni, ideologie e utopie, che hanno segnato profondamente tutte le arti, compresa quella teatrale, anzi tra le piú ispirate dal generale carattere di rivolta. I grandi uomini di teatro del Novecento, in Paesi, contesti ed epoche diverse, hanno profuso lo stesso impegno nella ricerca di nuove forme per il teatro, mostrando di essere accomunati dalle medesime volontà di sperimentazione, estremismo e dissacrazione. Maestri, se si vuole «utopisti», che hanno riflettuto e agito sull’uomo e sul mondo attraverso il teatro. Un teatro che è diventato in maniera esplicita portatore di valori intellettuali, politici, ma anche spirituali ed esistenziali. Talvolta questo percorso ha avuto conseguenze estreme: in Russia, nel 1940, Mejerchold venne messo a morte proprio per la posizione pubblica assunta con il suo lavoro di regista. E nel ’68, a Parigi il Living Theater fu protagonista dell’occupazione dell’Odeon-Theatre, mentre in America un altro gruppo, il Bread and Puppet, aveva trascinato il festival per le strade, trasformandolo in occasione di protesta contro la guerra nel Vietnam. Nel corso del Novecento, la letteratura perde via via il controllo del teatro: si sviluppa l’idea di laboratorio teatrale, dove il testo può essere semplicemente un punto di partenza, un abbozzo, da cui prende le mosse il lavoro degli attori e del regista, a seguito del quale la prevalenza dei concetti di spazio e di luogo, di tempo e di percezione, di processo e di percorso, di priorità delle prove e del linguaggio della messinscena, di improwisazione e di fisicità fa decadere l’egemonia della scrittura verbale. La rappresentazione teatrale diventa inoltre un evento nel quale sempre piú si intrecciano generi diversi: teatro drammatico, teatro musicale, danza, mimo, piú avanti cinema. Di questo variegato panorama la Storia del teatro moderno e contemporaneo vuole offrire una visione il piú possibile unitaria, raccontando il teatro del Novecento non solo seguendo le linee di rottura ma anche quelle di continuità rispetto alla tradizione precedente, come fenomeno globale che nasce dall’incontro di tutti coloro che, in misura variabile, vivono l’evento scenico interagendo in esso: autori, attori, registi e spettatori.

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