Giulio Einaudi editore

Johan Padan a la descoverta de le Americhe

Copertina del libro Johan Padan a la descoverta de le Americhe
Johan Padan a la descoverta de le Americhe
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Johan Padan è uno Zanni, un Ruzzante, un Arlecchino proiettato suo malgrado da Bergamo nelle Indie, su una nave di Colombo. A forza di far ridere, riesce a rovesciare il mondo. E anziché esser divorato dai cannibali, li guida ad appropriarsi del cavallo e della polvere da sparo.
Cosí potranno «scoprire» l'America da soli, alla faccia dei conquistadores.
Una festa della lingua e del teatro, il Dario Fo piú scatenato, comico e visionario.
Un libro di pp. 132 con un video di 130'

2016
eBook
pp. 136
€ 6,99
ISBN 9788858423011
A cura di

Il libro

«La storia inizia dal momento in cui il nostro Johan Padan se la batte da Venezia inseguito dal Tribunale dell'Inquisizione. È su una nave, un brigantino che si allontana dal porto della Serenissima, prende il mare aperto: si sentono le grida dei marinai che si incitano l'un l'altro nell'armare le vele»

Il video. «Johan Padan - si legge nel Prologo - è un personaggio che ritroviamo anche nella Commedia dell'Arte, chiamato in maniere diverse: Giovan, Giani, Zanni. Questo Johan è una specie di Ruzzante, piú propriamente uno Zanni, maschera prototipo di Arlecchino che, nato a sua volta nelle valli di Brescia e Bergamo, si ritrova¿ letteralmente proiettato nelle Indie, ingaggiato su una nave della quarta spedizione di Colombo». Fuggito infatti da Venezia perché complice di una «stroliga», una strega, e approdato a Siviglia, vedendo che anche lí l'Inquisizione è bene attiva, Johan salta sulla prima nave che trova, e arriva alle Indie. «È la storia della scoperta dell'America, vista non dal castello di prua, ma da sottocoperta, cioè da un disperato, un poveraccio, un pendaglio da forca». Un pendaglio da forca che non perde però mai l'arte di far ridere: e grazie a questa diventerà, lui complice di una strega, stregone e guida sprirituale... dei cannibali.
Lo spettacolo è andato in scena per la prima volta il 5 dicembre 1991 al Teatro Roma di Trento.

Il libro. Il testo è in assoluto uno degli esempi piú felici della invenzione linguistica di Fo. Il suo «grammelot» è tutto da leggere, e da godere, dopo averlo sentito la prima volta nello spettacolo. L'edizione del testo qui riprodotta è quella stabilita nei «Millenni», nell'anno 2000.
Testo italiano a fronte.

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