Giulio Einaudi editore
1974
Collezione di poesia
pp. XIX - 117
€ 10,00
ISBN 9788806381172
Traduzione di
Introduzione a cura di

Il libro

Nel resoconto di Juan de la Cruz (1542-91) quella “conoscenza sperimentale di Dio”, in cui consisterebbe lo stato mistico, non soltanto si presenta come un’illuminazione, ma non è nemmeno un conoscere. Ciò di cui in esso si fa l’esperienza non è appropriazione o habitus, ma spossessamento e alienazione; non folgore, ma offuscamento; non un avanzare in chiarità e ricchezza, ma uno sprofondare in cecità.Il paradosso della teologia è appunto questo: che, in quanto è opacità e spossessamento integrale, l’esperienza finale è quella di una presenza che non si distingue in nulla da un’assenza; in senso proprio, essa non è anzi una teologia (una scienza di Dio), ma una teo-alogia, che approda a un’inconoscibilità ultima, o, almeno, a un conocere soltanto per opacamento e negazione.

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