Giulio Einaudi editore

Un leone nel parco di Palermo

Copertina del libro Un leone nel parco di Palermo di Adolfo Bioy Casares
Un leone nel parco di Palermo
Mondadori Store Amazon IBS La Feltrinelli

Un maestro della narrativa del XX secolo, qui presentato attraverso una scelta dei suoi racconti piú intensi, apparsi tra il 1948 e il 1962.

2005
Supercoralli
pp. 296
€ 18,00
ISBN 9788806173210
A cura di
Traduzione di

Il libro

«In quel momento l’apparecchio radio diede la notizia dell’avvenuta cattura del leone, che era stato di nuovo sistemato nella sua gabbia. Prima che le persone riunite nel bar potessero commentare la notizia, una delle espressioni piú vigorose della natura la smentí: il ruggito del leone».

Nel racconto che dà il titolo alla presente raccolta, un leone terrorizza i frequentatori del Club nel parco di Palermo, a Buenos Aires. Scatena i loro istinti peggiori e – inaspettatamente – anche i migliori. Rende chiaro che non c’è una sola realtà, ma alcune, e dà ragione all’autore che afferma: «Non credo che l’unica interpretazione di questi fatti sia la mia. Credo, semplicemente, che sia l’unica vera».

Ha scritto una volta Jorge Luis Borges: «Uno dei principali avvenimenti di quegli anni – e della mia vita – fu l’inizio dell’amicizia con Adolfo Bioy Casares. Ci eravamo conosciuti nel 1930 o 1931, quando lui aveva circa diciassette anni e io avevo appena passata la trentina. In questi casi si dà sempre per scontato che il piú vecchio sia il maestro e il piú giovane il discepolo. Questo può essere stato vero in principio, ma diversi anni dopo, quando cominciammo a lavorare insieme, fu Bioy che, segretamente, divenne il vero maestro». Il sodalizio tra i due grandi scrittori argentini, durato decenni, ha generato numerose iniziative a quattro mani («Compilammo antologie di poesia argentina, di racconti polizieschi o fantastici; scrivemmo articoli e prefazioni; […] fondammo una rivista, “Destiempo”, di cui uscirono tre numeri: scrivemmo soggetti cinematografici che furono invariabilmente respinti») e soprattutto diede luogo a singolari eteronimi e a opere indimenticabili come Cronache di Bustos Domecq o Sei problemi per don Isidro Parodi. Insieme – e nonostante l’onesta schiettezza di Borges – quel sodalizio ha finito per togliere lustro alla figura di Adolfo Bioy Casares. Eppure, si è di fronte a una delle maggiori figure della cultura di lingua spagnola del xx secolo: sebbene nel 1990 abbia ricevuto il Premio Cervantes, ancora la sua opera attende il meritato apprezzamento dei lettori. Vette folgoranti di quell’opera sono alcuni romanzi, ma particolare – e forse predominante – valenza assumono i suoi numerosi racconti. La prima raccolta è La trama celeste del 1948, l’ultima Una magia modesta del 1997, e tra questa e quella non si possono tralasciare La parte dell’ombra, Storia prodigiosa, Ghirlanda con amori, L’eroe delle donne, Storie smisurate, Una bambola russa e cosí via: in mezzo secolo, Bioy Casares ha saputo creare un universo fantastico e insieme verosimile, e lo ha rappresentato in racconti memorabili (alcuni dei quali brevissimi, folgoranti, a conferma del genio essenziale di questo scrittore). A proposito di quello che dà il titolo alla presente raccolta, l’autore ha osservato (nelle Memorias, del 1994): «In Un leone nel parco di Palermo torno al tema della liberazione dalle inibizioni attraverso la presenza di un dio o di una belva feroce o attraverso l’impunità che concedono i travestimenti».
La scelta di questi sedici racconti – a cura di Glauco Felici -, risalenti agli anni tra il 1948 e il 1962, intende essere un avvicinamento fondatamente ammaliato a un universo misterioso e coinvolgente.