Giulio Einaudi editore

Le Regine dell’Avana

Copertina del libro Le Regine dell’Avana di Miguel Barnet
Le Regine dell’Avana
Mondadori Store Amazon IBS La Feltrinelli

Fátima, il travestito, filosofo a modo suo; la misteriosa Miosvatis; la corista Rachel; l'anarchica zia Sunsita; la domestica di colore Patrona; Ágata, amante della poesia; la triste Milagros; la vecchia Elvira, un po' santa e un po' strega...
Una indimenticabile galleria di figure femminili del presente e del passato dell'Avana, raccontate dal più famoso poeta e antropologo cubano.

2007
L'Arcipelago Einaudi
pp. 104
€ 9,80
ISBN 9788806186876
A cura di
Traduzione di

Il libro

I racconti del volume Le Regine dell’Avana – novità assoluta per il pubblico italiano – prendono spunto da figure femminili che, come dice l’autore stesso, «regnarono e tutt’ora regnano all’Avana (¿) e fanno parte dell’olimpo personale dello scrittore».
Fátima è un travestito, che racconta in prima persona la propria vita, mescolando i propri ricordi a quelli della città: ricordi dei bassifondi della capitale nella Cuba rivoluzionaria, dove il protagonista si muove fra turisti e spettacoli di travestiti, militari, gente comune, riti magici, puttane, guaritori…
Miosvatis è invece una misteriosa figura femminile che ci viene raccontata solo attraverso il fidanzato tedesco, una vecchia vicina chiacchierona e la diseredata sorella.
Nella seconda parte del volume, Barnet tratteggia poi le «regine» dei tempi passati, attraverso piccoli ritratti: Rachel, corista del teatro Alhambra, testimone del periodo repubblicano; la zia Sunsita, vitale, amante della propria libertà e nemica delle convenzioni del tempo; la vecchia domestica negra Petrona che, non accettando il trasloco dal quartiere del Cerro al Vedado, alla morte del capofamiglia decide di perdersi nelle strade della capitale; Ágata, amante dei versi del poeta Gustavo Sánchez Galarraga; la triste Milagros, sconfitta dalla vita, e la vecchia Elvira, che vive accompagnata dalle statuine della Miracolosa e di santa Bárbara.
Fátima, il racconto che apre il volume, ha ricevuto, recentemente (dicembre 2006), uno dei massimi riconoscimenti dedicati agli autori latinoamericani: il Premio Juan Rulfo di Radio France Internacional.

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