Giulio Einaudi editore

Una giornata di Ivan Denisovic

La casa di Matrëna. Accadde alla stazione di Cocetovka
Una giornata di Ivan Denisovic
La casa di Matrëna. Accadde alla stazione di Cocetovka
Mondadori Store Amazon IBS La Feltrinelli

Nuova edizione integrale

***

«Sì, è insolito, anche lo stile, la lingua è insolita, non l'ho capito subito. Comunque mi sembra una cosa forte, molto»
Nikita Chrušcëv

2017
Letture Einaudi
pp. 334
€ 20,00
ISBN 9788806224332
Traduzione di

Il libro

Pubblicata nel 1962 sulla rivista «Novyj Mir»
e l’anno successivo in volume (100 000 copie
immediatamente esaurite), l’Ivan Denisovic è stata
la prima opera a raccontare la vita nel Gulag,
e a farlo dal punto di vista della grande letteratura
russa, nel solco di Tolstoj e Dostoevskij ma usando
una prosa ellittica e spigolosa, piena di espressioni
di registro basso. Un capolavoro stilistico messo
a fuoco da questa nuova traduzione, basata
sull’edizione definitiva riveduta e corretta dall’autore.
Le precedenti derivavano dalla prima edizione
del racconto, frutto di compromessi tra l’autore
e gli apparati di censura. Non meno importanti gli
altri due racconti che Solzenicyn riuscì a pubblicare
nella breve finestra degli anni del disgelo: La casa
di Matrëna
e Accadde alla stazione di Kocetovka,
che da sempre si accompagnano all’Ivan Denisovic.


Le tre opere qui raccolte rivelano
molto del rapporto, complicato,
tra i russi e la loro terra. Una giornata
di Ivan Denisovic
si occupa della
nostalgia per una terra espropriata
nella collettivizzazione e dell’amore
per il lavoro dei campi al quale
il protagonista sostituisce il rispetto
per una terra circoscritta da filo
spinato, dove, nonostante tutto, mani
callose e screpolate dal freddo cercano
di costruire qualcosa di degno, che
li riscatti dall’abbrutimento. Accadde
alla stazione di Kocetovka
affronta
il dramma del patriottismo sovietico
declinato in una toponomastica
intesa come assiologia e usata
per distinguere i buoni dai cattivi.
La casa di Matrëna sposta invece
l’attenzione del lettore sulle campagne:
Solzenicyn abbandona i kolchoz
per tornare al villaggio quale luogo
deputato all’ambientazione delle
vicende narrate. Da un certo punto
di vista, come è stato detto, si tratta
del «ritorno dall’Unione Sovietica
alla Russia, dalla pianificazione
del futuro alla nostalgia del passato».

dalla prefazione di Ornella Discacciati

Altri libri diAleksandr Solzenicyn