Giulio Einaudi editore

Underworld

Copertina del libro Underworld di Don DeLillo
Underworld
Mondadori Store Amazon IBS La Feltrinelli

Un romanzo che fa esplodere la storia, i miti e la vita quotidiana dell'America del dopoguerra e ne ricompone i resti.

«Underworld è un romanzo a dir poco stupefacente, che copre cinque decenni di storia, sia negli avvenimenti pubblici, sia nel mondo piú sotterraneo delle emozioni private che legano gli individui nelle speranze e nelle sconfitte... Tutti i temi classici di DeLillo sono presenti: dalle cospirazioni (reali e immaginarie) alla minaccia del terrorismo e della violenza; e altrettanto presente è il suo talento di scrittore, il suo dono di un dialogo surreale, la sua prosa sinestetica, cioè la sua abilità di rendere la simultaneità delle esperienze... questa bravura è una specie di arte pirotecnica cerebrale capace di sprigionare le nostre emozioni»

Fernanda Pivano, «Corriere della Sera»

1999
Supercoralli
pp. 885
€ 19,63
ISBN 9788806147259
Traduzione di

Il libro

Un romanzo che fa esplodere la storia, i miti e la vita quotidiana dell’America del dopoguerra e ne ricompone i resti. In una vorticosa alternanza di epoche e figure, DeLillo costruisce un puzzle di microsequenze narrative dove protagonisti e comparse hanno lo stesso spazio, dove personaggi di finzione convivono con Lenny Bruce e con J. Edgar Hoover, il potente capo dell’FBI. Seguendo i passaggi di mano di una pallina da baseball, cimelio di una famosa partita fra Giants e Dodgers, si finisce da una costa all’altra, da una classe sociale all’altra, da un’etnia all’altra, in un destino collettivo dominato dalle immagini e dai rifiuti. Scorie nucleari, pattume generico, feticci sentimentali, erotici, artistici.

Un affresco dell’ America di ieri, di oggi e di domani come nei migliori film di Altman, ma con in piú
la forza di una scrittura che ha fatto definire questo romanzo «il capolavoro della letteratura americana contemporanea».

Il 3 ottobre 1951, al Polo Grounds di New York, si gioca una leggendaria partita di baseball tra i Giants e i Dodgers. Della palla con cui viene battuto l’altrettanto leggendario fuoricampo che assicura la vittoria e il campionato ai Giants si impadronisce un ragazzino nero di Harlem. La palla viene via via rubata, venduta, regalata: la ritroveremo anni dopo in possesso di Nick Shay, un waste manager, un dirigente dell’industria del riciclaggio di origine italiana che nel ’51
era a sua volta un ragazzino, un passo piú in là, nel Bronx.

Nel romanzo di DeLillo i passaggi di mano della mitica palla sono il filo narrativo per la costruzione di un gigantesco quadro dell’America dall’inizio della guerra fredda fino al crollo dell’Unione
Sovietica. Scorie (non solo atomiche) e cimeli (non solo dello sport) sono i «resti» anche metaforici dello scontro tra le forze della storia e gli ideali della nazione americana. La stessa metafora si incarna nel personaggio di Nick, in possesso del cimelio del baseball e incaricato
dell’«occultamento» dei residui inesplosi della guerra mai combattuta.

Nel grande affresco di un cinquantennio compaiono, insieme ai personaggi inventati (oltre a Nick, Klara Sax, scultrice che trasforma il trash in opera d’arte, e decine di anonimi americani di ogni
razza e cultura), i protagonisti della storia politica, sociale e mediatica del dopoguerra, da ]ohn Kennedy a Lenny Bruce, da J. Edgar Hoover a Frank Sinatra.

La penna di DeLillo spazia dalla partita di campionato alla festa di Truman Capote al Plaza di New York, dalle imprese del Texas Highway Killer alla tournée dei Rolling Stones, affondando nella microstoria e alzandosi sopra la Storia, utilizzando un originale e avvincente montaggio narrativo e i piú diversificati linguaggi della nazione multirazziale.

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