Giulio Einaudi editore

Little boy blue

Copertina del libro Little boy blue di Edward Bunker
Little boy blue
Mondadori Store Amazon IBS La Feltrinelli

Il cammino struggente di Alex Hammond da undici a sedici anni, tra un'infanzia in malora e il crimine. Un «piccolo ragazzo triste» affamato d'amore, costretto a fare a pugni con tutto il mondo.
Finalmente tradotto quello che Edward Bunker considera il suo migliore romanzo.

2003
Stile Libero Big
pp. 462
€ 18,00
ISBN 9788806156978
Traduzione di

Il libro

Alex Hammond è un ragazzo in gamba, intelligente e indipendente, ma soggetto a violenti accessi di rabbia. In lui – cresciuto dentro i confini di un mondo che gli ha procurato solo sofferenza e dolore – frustrazione e collera sono del tutto naturali, ma non per questo meno pericolose. Ribelle fin dal divorzio dei genitori, Alex evade in continuazione da case di accoglienza e collegi, mosso dal desiderio di andare a vivere a tutti i costi col padre, un uomo a pezzi incapace di offrire al figlio il focolare di cui ha disperatamente bisogno. Mentre Alex è sballottato tra assistenti sociali ben intenzionati, ma sconcertati dal suo comportamento, e figure autoritarie perfide e crudeli, le sue emozioni e il suo agire sbandano senza posa tra queste due influenze disparate. Resta una sola e unica costante: le cattive compagnie, i suoi amici buoni a nulla e ormai votati al crimine, tutti sempre disponibilissimi a instillare idee e propositi ai margini della legalità, o apertamente illegali, nella mente brillante e ancora acerba di Alex, peraltro già avviato sulla strada della devianza e del comportamento antisociale.
In una progressione narrativa avvincente e angosciante insieme, Little boy blue ritrae a tinte forti questa distruzione, intrappolando il lettore tra le macerie di un’infanzia andata in rovina.

Bunker è un vero originale della letteratura americana.

James Ellroy

Bunker appartiene a quel manipolo di scrittori detenuti americani il cui lavoro possiede integrità, maestria e passione morale¿ Un artista con una voce unica e irresistibile.

William Styron

Edward Bunker scrive della terra di nessuno abitata dai reietti della società con una passione e una lucidità che gli derivano dall’aver vissuto la vita fino al midollo.

«Los Angeles Times»

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