Giulio Einaudi editore

La confraternita dell’uva

Copertina del libro La confraternita dell’uva di John Fante
La confraternita dell’uva
Mondadori Store Amazon IBS La Feltrinelli

John Fante. Sentite che nome. Sentite che attacco. Che fucileria! Che dreadful imbroglio! Una vicenda come un domino a cui è stato dato il primo tocco in Colorado e che srotolandosi come una muraglia cinese portatile arriva fin qua. John Fante Alighieri, quando la sceneggiata assurge a commedia!

Vinicio Capossela

2004
Stile Libero
pp. XXXII - 232
€ 12,50
ISBN 9788806170622
Traduzione di
Contributi di
Prefazione a cura di

Il libro

«Me ne sto seduto nella mia stanza piccola e sudicia a succhiarmi il pollice cercando di scrivere un romanzo… La storia di quattro italiani vecchi e ubriaconi di Roseville, un racconto su mio padre e i suoi amici». Il romanzo è La confraternita dell’uva, pubblicato per la prima volta nel 1974 e destinato a diventare, assieme a Chiedi alla polvere, il libro piú letto di John Fante.
Al centro si erge massiccia, granitica, ingombrante la figura del padre, il vecchio tirannico e orgoglioso primo scalpellino d’America – cosí almeno lui crede di essere. Fante scrive in questo romanzo la piú dissacrante e commovente elegia alla figura paterna: l’immigrato di prima generazione Nick Molise nel quale, come nella ciurma dei suoi indimenticabili «compagnoni paesani, Fante ha saputo racchiudere il ritratto piú perspicuo della prima generazione italoamericana, quel mondo di uomini di incontenibile e testarda virilità, guardati con inorridita inquietudine dai sangue blu americani persuasi “che gli italiani fossero creature di sangue africano, che tutti gli italiani girassero col coltello, e che la nazione si trovasse ormai nelle grinfie della mafia”» (Francesco Durante).

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