Giulio Einaudi editore

Il sangue degli altri

Storie di pronto soccorso
Copertina del libro Il sangue degli altri di Frank Huyler
Il sangue degli altri
Storie di pronto soccorso
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«Nel libro del dottor Huyler, breve e intensissimo, trovano spazio soltanto le questioni fondamentali: la vita e la morte. È scritto in una prosa invisibile, e nondimeno ci permette di vedere con chiarezza quel che racconta. Cose che, una volta viste, non si dimenticano piú. Ecco un giovane scrittore con una mente che punta in alto - e un cuore che riesce perfino a superarla».

Paul Auster

Un Pronto Soccorso di una città americana. I pazienti, i dottori, le operazioni, le trasfusioni. Storie verissime, fatte di quel che succede tra una chiamata d'emergenza e una sirena d'ambulanza, quando il sonno lotta con la precisione, e lo show dell'abitudine mette in crisi ogni compassione.

2001
I coralli
pp. 138
€ 10,33
ISBN 9788806156657

Il libro

I protagonisti di questo libro sono il mondo e un paio di mani. Il mondo è una città americana. Le mani sono quelle dei dottori di un reparto di medicina d’urgenza. Il mondo rotola, cade, s’infiamma, scivola in incidenti terribili e in pozzi pericolosi, e sparatorie, e pestaggi: evapora tra i fumi di virus impossibili, e poi ricompare tra le scosse bitonali di un’ambulanza: si scontra in giri di catastrofi senza sosta, talvolta grandiose, talvolta dannose, piú spesso semplicemente inutili.
Le mani stanno alzate per quarantotto ore di seguito, lavorano senza dormire tra pietà e professionalità, senso di colpa e senso di onnipotenza. Certe mani, però, tentano di riannodare ciò che è stato sfibrato, provano a ricostruire con i brandelli di quel che resta, cercano di truccare sulle facce dei parenti qualche disegno di speranza.
Le mani, nel caso del dottor Huyler, oltre che governare la chirurgia d’urgenza, sanno dare un ritmo all’urgenza della scrittura, e trattengono dall’oblio della corsia avventure formidabili come quella dell’ingegnere militare il cui cuore, a distanza di trent’anni, rivive il trauma di correre a perdifiato nel deserto per sfuggire all’inseguimento di un missile termosensibile che aveva sbagliato obiettivo; ma anche le piú classiche trame di squallore sociale e fisiologico, e vicende di malattie rarissime, di pazienti senza nessuna pazienza, di abilissimi medici imbottiti di droghe chimiche o delle piú temibili droghe dell’ego.
Chi vorrà, potrà immaginare le puntate di E. R. scritte dal piú inaspettato dei poeti, e immaginare che quel poeta sia pieno di storie da raccontare. Dopo l’ultima pagina del Sangue degli altri, comunque, si vedrà in trasparenza il bisturi che opera: la penna che registra. Infine una specie di scettro, l’illusione che davvero qualcosa getti la vita da una parte e la morte da un’altra.