Giulio Einaudi editore

Anatomia di una scomparsa

Anatomia di una scomparsa
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Il giovane Nuri el-Alfi conosce bene la perdita: ha appena dieci anni quando la morte di sua madre lo lascia solo con un padre impenetrabile. Due anni più tardi, a bordo piscina di un hotel di Alessandria, Nuri vede la splendida Mona - sangue misto, capelli sinuosi, un esile costume da bagno giallo sgargiante - e, nel desiderio acuto e inedito che lo assale, crede di poter colmare il suo vuoto.
Ma la ventiseienne detentrice di tante meraviglie, all'adorazione del dodicenne preferisce il fascino volitivo dell'adulto, suo padre. Non amante, dunque, per Nuri, ma matrigna agognata, e la perdita si rinnova.
Se solo quel padre si facesse da parte, se sparisse, se solo prolungasse uno dei suoi misteriosi viaggi di stato lasciando a lui, che l'aveva vista per primo, qualche ora in solitudine con Mona?

2011
Supercoralli
pp. 194
€ 18,50
ISBN 9788806183295
Traduzione di

Il libro

«Ci sono volte in cui l’assenza di mio padre mi pesa sul petto come se ci stesse seduto sopra un bambino». Così il narratore di questa storia, Nuri el-Alfi, avvia il suo ricordo, e il bambino lì evocato è anche il se stesso di tanti anni prima, un Nuri quattordicenne lasciato a contemplare l’assenza del padre, Kamal Pasha, quando questi viene strappato al suo letto dalla lunga mano del potere di uno stato mediorientale in cui si riconosce l’Iraq degli anni Settanta, per non farvi mai più ritorno. Kamal è un uomo potente ed enigmatico, misterioso tanto nei suoi coinvolgimenti pubblici con le vicende di stato del suo paese, quanto in quelli privati con i componenti della sua famiglia e del suo entourage; un’ombra incombente, sconosciuta e inconoscibile per il figlioletto bisognoso, dal quale è separato da nuovi abissi di distanza e silenzio dopo la morte della triste consorte. La maledetta notte di dicembre del 1972 in cui suo padre sparisce al mondo, perciò, Nuri già conosce bene il vuoto e l’abbandono, e conosce la colpa, per aver tentato di consolare la propria perdita infantile invaghendosi della più intoccabile delle intoccabili, la giovane matrigna Mona, voluttuosa ventiseienne anglo-egiziana che polarizza i desideri del padre come del figlio sin da quando fa la sua prima apparizione nell’hotel di Alessandria dove i due trascorrono un periodo di villeggiatura. Sarà Kamal a vincerne il cuore e a sposarla, mentre il piccolo Nuri e la sua bramosia si ritroveranno esiliati in un collegio del Nord dell’Inghilterra, da dove il ragazzo continuerà a pensare con cupidigia a quella madre surrogata e a fantasticare di sostituirsi al padre, vestirne i panni, usurparne il letto.
Questa dunque la prova che il giovane Nuri e poi il Nuri maturo si trovano ad affrontare: contemplare l’assenza, elaborarla, delineare un’anatomia della scomparsa paterna con la quale poter e dover convivere per i decenni a venire, fare i conti con la colpa di quel desiderio profetico. Di fronte al corpo assente, il corpo negato di Kamal, il percorso di Nuri non potrà che partire dal corpo: gli abiti del padre rimasti intatti nell’appartamento del Cairo, gli oggetti che lui ha toccato e impregnato di sé, le sue donne. E in quel pellegrinaggio d’ombre ritrovare, forse, una continuità che lenisce.
Dopo la prova di Nessuno al mondo, Hisham Matar ritorna sul tema, a lui particolarmente caro, della violenza di stato in un paese arabo e del suo impatto su una giovane vita.

***

«Il romanzo di Hisham Matar, Anatomia di una scomparsa, ha la capacità di riconciliare il lettore con la Letteratura. In una fase storica in cui i romanzi spesso cedono al puro intrattenimento, oppure, andando fuori strada dalla parte opposta, cedono alla denuncia sociale, la lettura di un romanzo vero, letterario, è l’occasione per accorgersi che quando la letteratura ha come unico scopo se stessa riesce anche magicamente a intrattenere il lettore e a farlo interrogare sulla realtà».

Francesco Longo, «il Riformista»

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