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L’Agnese va a morire
«L'Agnese restò sola, stranamente piccola, un mucchio di stracci neri sulla neve».
Il libro
Le guerre le raccontano gli uomini. Ma c’è un’altra storia, ed è fatta di donne rimaste a lungo nel silenzio e nell’ombra. Donne come l’Agnese di questo romanzo, lavandaia nelle valli di Comacchio, che, dopo la cattura e la morte del marito per mano nazifascista, sceglie di collaborare con i partigiani come staffetta. Da quel momento, lo sguardo sempre più consapevole di Agnese mette a fuoco con limpida precisione gli eventi, rivela senza sconti tutta l’insensata crudeltà della guerra e diventa il nostro sguardo. Con una prosa asciutta, tesa e coinvolgente, Renata Viganò ha scritto una delle opere letterarie più limpide e convincenti che siano uscite dall’esperienza storica e umana della Resistenza e ha restituito voce alle donne e al loro ruolo fondamentale nella lotta di Liberazione: un classico del secondo Novecento che non smette di parlare alle lettrici e ai lettori, generazione dopo generazione.
In appendice una testimonianza dell’autrice sulla protagonista del romanzo.