Giulio Einaudi editore

Snuff o l’arte di morire

Snuff o l’arte di morire
Mondadori Store Amazon IBS La Feltrinelli

Questo romanzo - intensissimo, estremo - mette in scena un duello tra due vecchi, fatto soprattutto di parole e d'intelligenza. Una sfida carica di tensione, destinata a esplodere solo nelle ultime pagine.
Un libro temerariamente vero, in cui l'autore affronta i temi ultimi - la vecchiaia, la morte, Dio - spinto (e lo si sente a ogni riga) da un'urgenza assoluta.

2013
L'Arcipelago Einaudi
pp. 216
€ 14,50
ISBN 9788806213848

Il libro

To snuff in italiano significa «spegnere» e, in termini più crudi, «tirare le cuoia», «morire». E gli snuff movies sono film che, fuori da ogni fiction, documentano la morte: inflitta però fra i tormenti, lentamente, a un essere umano.
Questo romanzo s’intitola Snuff perché racconta la morte: la racconta senza eufemismi ma con assoluto rispetto, adombrando la necessità di Dio. È quindi, a modo suo, un libro religioso.
Piero, vecchio professore d’anatomia in pensione, ritiene che ormai si viva troppo e che troppi siano in ogni caso gli anni della sua vita. Dice quasi scherzando che la sua storia, gremita di lutti e di dolori, assomiglia sempre più a una tragedia elisabettiana, come forse la storia di ogni vecchio. In realtà, minacciato dalle malattie, carico di memorie che non sopporta più, si sente attratto dall’idea del suicidio. Tuttavia, forse per il suo credo cristiano, o forse per qualcos’altro di più vago e tenace, non riesce a decidersi.
Il suo antico allievo Toni, detto Beau, ha dissipato i non pochi talenti di cui era dotato e adesso, alle soglie della vecchiaia, sta girando uno snuff movie anomalo, con immagini di morte non provocata da lui. Al centro del film vuole mettere il suicidio del suo maestro e amico Piero. Dunque lo sollecita: più o meno diplomaticamente, lo costituisce in mora. Il romanzo vive di questa tensione, prolungata fino alle ultime pagine. E vive dei ricordi che perseguitano Piero: la scomparsa della figlia durante un viaggio in India, il gesto apparentemente incomprensibile di un uomo e di una donna – a lui molto, troppo cari – che si buttano nel vuoto tenendosi per mano. E così, tra lutti mai smessi, ferite mal rimarginate di antichi amori, segreti vergognosi e cruente schermaglie verbali, la storia scivola verso un finale che la rovescia, portandone a compimento il senso.
In questo suo nuovo libro Salvatore Mannuzzu guarda da vicino la morte, raccontandola con distacco efferato e come fosse la sua propria; spinto in ogni parola da un’urgenza assoluta: forse religiosa, forse semplicemente umana.

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