Giulio Einaudi editore

Non so niente di te

Non so niente di te
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«Forse è proprio questo, papà. Dovreste essere curiosi, voi genitori, molto curiosi dei vostri figli. Morire dalla curiosità di vedere come diavolo andrà a finire. Invece siete sempre così scontenti, così incontentabili. Sembra che conosciate già tutto. Non vi lasciate sorprendere. Peccato. Vi private di una grande felicità».

Paola Mastrocola, Non so niente di te

2013
I coralli
pp. 344
€ 18,50
ISBN 9788806215460

Il libro

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***

Fil non è dove dovrebbe essere e non fa quel che dovrebbe
fare. Nessuno lo trova, ma lui non s’è perso.

Un romanzo esuberante, un’irresistibile commedia
degli equivoci in cui seguendo la storia e le sue giravolte,
alla fine ci troviamo a seguire noi stessi.

Perché il tempo febbrile che ritma le nostre vite non
è l’unico possibile: esiste anche il tempo di chi prova
a inventarsi, nell’ombra, un’esistenza diversa.

È un mattino di novembre. Nella sala
di uno dei più prestigiosi college di
Oxford, centinaia di persone aspettano
l’inizio di una conferenza. Dopo qualche
minuto entrano – nel silenzio generale
– decine e decine di pecore. Bianche,
lanose, ordinate, moderatamente
belanti. Le guida Filippo Cantirami,
giovane economista italiano, che come
nulla fosse comincia il suo intervento
sulla crisi dei mercati.

Inizia così il nuovo romanzo di Paola
Mastrocola, che a poco a poco, alternando
toni ironici, riflessivi e fiabeschi,
dà forma a una storia che si legge
in un soffio e lascia un’eco lunga.
Quella incredibile invasione di pecore
getterà nel caos i genitori Cantirami,
convinti che il figlio modello sia a
Stanford a finire un dottorato, e che si
ritrovano all’improvviso spiazzati e in
ansia. Cosa combina Fil, dov’è finito,
chi è veramente? E chi è quel suo compagno
Jeremy con il quale ha stretto un
patto, che cosa si sono scambiati i due
ragazzi, qual è il loro segreto?

Tutti a cercare una risposta, anche la
sorella, anche la svagata e fascinosa zia
Giuliana: ognuno seguendo una sua pista,
facendo le sue indagini, viaggiando
da un continente all’altro o dentro di
sé, fino a scoprire che probabilmente,
a dispetto dei sentimenti più profondi che legano le persone tra di loro, sappiamo
ben poco gli uni degli altri. Fil
sembra sparito nel nulla, perduto in un
mistero. Imprendibile.

E intanto, sullo sfondo, la crisi dei nostri
giorni. Ma raccontata da lontano,
come guardando il presente dal futuro,
tra una cinquantina d’anni.

Filippo Cantirami, il giovane rivoluzionario
della Mastrocola, è un ragazzo
privilegiato, un personaggio scomodo,
di questi tempi: eppure è lui – in
virtù dei suoi pensieri, dei suoi silenzi,
dei suoi gesti e delle sue scelte – che
pagina dopo pagina ci apre al sogno di
una vita diversa. Un sogno che ci porta
a riflettere sull’idea di tempo e sulla
possibilità di metterla in discussione,
di ripensarla. Un sogno che inizia con
il ronzio di un calabrone e finisce con
la ricerca di una libertà che ognuno di
noi vorrebbe – anche al prezzo di una
rinuncia – riconquistare.

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