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L’uomo che inventò la politica
A che punto è l'arte della politica nel nuovo millennio, tra sovranismi, populismi, tentazioni autoritarie e crisi del discorso progressista? Nel cercare risposte a questa domanda, Corrado e Natalia Augias mettono al centro del loro confronto la rilettura dell'opera di Niccolò Machiavelli. Dall'incontro tra due generazioni, dalla differenza delle voci e degli sguardi, nasce un racconto vivo e appassionato di ciò che dovrebbe essere oggi l'azione politica, attraverso una delle personalità piú decisive della nostra storia e del pensiero occidentale.
Il libro
Liberandolo da secoli di retorica scolastica, falsificazioni e slogan abusati, e confutando giudizi ingiusti duri a morire, Corrado e Natalia Augias cercano di restituire l’essenza piú autentica e attuale della vita e del pensiero di Machiavelli. Antipapale, bandito e messo all’Indice dalla Chiesa, antimperiale e antifeudale, sorprendentemente moderno: questo era Machiavelli, ben lontano dalle caricature che ne hanno deformato l’immagine. Uno scrittore non solo profondo ma anche ironico e «simpatico», come lo definí Francesco De Sanctis. Rileggere oggi Machiavelli significa mettere i vizi del potere, le regole della convivenza civile e il disordine del Cinquecento davanti allo specchio del nostro confuso e tumultuoso presente. Dalla ricostruzione dopo la Seconda guerra mondiale alle recenti crisi in Ucraina e Medioriente, Corrado e Natalia Augias interrogano il nostro tempo: la crisi del diritto internazionale, la fragilità dell’Unione Europea, il ritorno delle logiche di forza. Leggendo questa conversazione intensa e appassionata, sembra quasi che, dalla penombra della storia, lo spirito di Machiavelli – morto povero ed emarginato, testimone amareggiato della «tragedia italiana» – si volti verso di noi, forse con uno sberleffo, forse con un ghigno, e resti per un momento a osservarci, di tre quarti come nel suo celebre ritratto, nel tentativo di comprendere il nostro mondo inquieto.