Giulio Einaudi editore

Lettera di dimissioni

Lettera di dimissioni
Mondadori Store Amazon IBS La Feltrinelli

«Io non dico che ci abbiamo creduto. Ma dico che c'è stato un istante almeno, in cui il dolore collettivo si sospendeva. E allora entrava la speranza».

Vivere per Clelia è un gesto intero, che comprende il passato e il futuro, l'amore e l'ambizione, il volere e il potere. Clelia ama il teatro, ama Gianni, ama la città furiosa in cui è nata: ma più occasioni la vita le offre, più si allontana la forza piena delle sue passioni.
Gradino dopo gradino, giù per la scala inesorabile del male minore, sente avvicinarsi pericolosamente un'immagine di sé che non le piace affatto. Una storia viva, politica e forte, su cosa significa mettersi in gioco in Italia oggi. «Era stato là che qualcosa si era rotto e insieme qualcosa cominciava».

2011
Supercoralli
pp. 194
€ 18,50
ISBN 9788806200169

Il libro

Scendendo a capofitto per i rami delle
generazioni, Clelia riesce a trovare il suo
posto sull’asse del tempo: ha una data
d’inizio, il 1914, e persino una capostipite,
la nonna Franca, giunta dalla Russia a
Napoli, «la città più infernale del Mediterraneo», e a Napoli rimasta.

Innamorata della vita, ricca di passione
e di ideali, Clelia cresce con i piedi piantati
nella provincia e lo sguardo rivolto alla
città. I suoi genitori – comunisti come
si poteva essere comunisti in Italia nel
1968 – hanno scelto di vivere a Pompei,
tra le falde del Vesuvio, il mare e le rovine
archeologiche.

Quando Clelia incontra Gianni non ha
dubbi su cosa fare: insieme trovano quarantadue
metri quadri in cui sostenersi
«l’un l’altra come due carte da gioco poggiate
in piedi». Per mantenersi lavora come
maschera in un teatro, e proprio in teatro
farà presto carriera.

Appagata dal successo e dalla stima
crescente di chi appena una manciata di
anni prima lei stessa guardava con sospetto,
Clelia sembra non accorgersi –
di fronte ai bivi dettati dal lavoro e dagli
affetti – di scegliere sistematicamente
il «male minore». Quando però cominceranno
«quelle notti insonni che
capitano a chi è in continuo commercio
con l’esistenza», sarà forse troppo tardi
per rendersi conto che qualcosa si è
incrinato: «e dicevo sì, quando sapevo
che la risposta era no».

Il nuovo romanzo di Valeria Parrella ha l’energia e il coraggio delle storie necessarie.
Unendo i temi civili dei suoi primi
racconti alla lingua alta conquistata con
Lo spazio bianco, l’autrice dà forma a una
vicenda che ci riguarda tutti. La storia di
Clelia procede di pari passo con quella
dell’Italia, e ci restituisce il ritratto di un
Paese che ha progressivamente rinunciato
al pubblico per il privato, all’etica per
il guadagno, ma che con ostinazione ciascuno
di noi continua ad amare «come si
amano solo le cose che vengono prima di
noi e dopo di noi resteranno».

Senza dismettere la voce intima e sensuale
che le è propria, Valeria Parrella narra
la perdita di contatto tra ciò in cui si
crede e il modo in cui si agisce, fino alla
consapevolezza che «le cose non si compiono
all’improvviso, ma all’improvviso
le vedi nel loro intero».

Altri libri diValeria Parrella