Giulio Einaudi editore

L’africano

Copertina del libro L’africano di Mario Cavatore
L’africano
Mondadori Store Amazon IBS La Feltrinelli

Per amore di una bellissima donna tutsi, dopo una vita da cane sciolto Bébert si è messo in testa di fare il vignaiolo in Ruanda, «la Svizzera d'Africa». Siamo nei primi mesi del 1994: il genocidio è alle porte.

2007
L'Arcipelago Einaudi
pp. 136
€ 11,00
ISBN 9788806188894

Il libro

Elsa vive a Bruxelles e, con il suo affetto non ricambiato, cerca di aiutare un uomo che ha perso la memoria e la voglia di recuperarla. P'tipò ha visto l'orrore ma ha trovato una donna senza la quale la vita non vale più la pena di essere vissuta. Tre esistenze diverse e lontane destinate a incrociarsi in un'amara catena di amori impossibili, di fronte alla tragedia della storia.

Umberto Narello detto Berto ha «una faccia da ribelle, col ciuffo di traverso» nella vecchia fotografia di classe che lo ritrae bambino a Monforte d'Alba. Pochi anni più tardi il destino lo porterà a scappare in Francia, ad arruolarsi nella Legione straniera, a fare il mercenario, e infine, stanco di guerre, a cercare riposo in Ruanda, per amore di una bellissima donna tutsi. Elsa invece lavora a Bruxelles, come assistente sociale, e s'imbatte in un «caso» che la tocca come nessun altro: quello di Léon, un giovane etologo che pare aver perso insieme alla memoria la voglia di vivere.
Nell'arco temporale di un anno, il 1994, queste tre vite così diverse casualmente s'incrociano e si confrontano, anche nell'orrore: perché il 1994 è l'anno del genocidio, uno dei più atroci che la storia ricordi. In circa cento giorni vennero massacrate sistematicamente a colpi di machete e bastoni chiodati quasi un milione di persone appartenenti alla minoranza etnica tutsi. Mario Cavatore, come già nel suo primo romanzo, sa ricondurre con forza la Storia alle storie di singoli uomini, e restituire prima di tutto dei destini, grazie a una narrazione scarna e a un montaggio serrato. Al centro del racconto ci sono sempre individui che hanno un sogno destinato a incrinarsi contro il mondo. Individui che vanno raccontati, perché hanno davvero qualcosa da raccontare.