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14 giugno 2026
Concita De Gregorio
Locorotondo - Serata inaugurale della XV edizione di Libri nei vicoli del Borgo - Estate, l'autrice presenta La cura alle ore 20:00, presso Teatro del Bosco - Ottolire Resort (SC 107, Contrada Papariello Serafino, 59). In dialogo con Giorgia Antonelli. Ingresso gratuito con registrazione obbligatoria su Eventbrite a questo link: https://shorturl.at/oiTUH
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15 giugno 2026
Concita De Gregorio
Bisceglie - L'autrice presenta La cura alle ore 21:00 presso Le vecchie segherie (Via Porto, 35). In dialogo con Erica Mou.
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16 giugno 2026
Concita De Gregorio
Terlizzi - L'autrice presenta La cura alle ore 19:30 presso Alle S.E.R.R.E. (4GC6+33). In dialogo con Erica Mou.
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17 giugno 2026
Concita De Gregorio
Bari - L'autrice presenta La cura alle ore 19:00 presso la libreria Feltrinelli (via Melo 119). In dialogo con Erica Mou.
La cura
Toccante e lieve, intimo e pieno di umanità, questo libro racconta come prendersi cura degli altri sia l'unico modo per prendersi cura di sé. Perché anche nella fragilità e nei guasti la vita non smette di incantarci, di rivelarci nuovi mondi.
«Alla fine di una lunghissima disciplina di terapia e rigore qualcosa devo aver capito meglio. Forse, azzardo: siccome il dolore arriva da solo e comunque arriva sempre, non ne serve altro. Al contrario. Serve bellezza, per affrontare tutto questo dolore. Servono leggerezza, un poco di allegria. Il carburante per viaggiare nel buio».
Il libro
Un giorno d’agosto una donna si prepara a stare via per un po’. Lascia una lettera di istruzioni ai figli, perché anche in sua assenza possano trovare le cose che non trovano mai. Per esempio i doposci. Non è la stagione dello sci, ma chissà quando lei potrà tornare. Questa è la sua storia. Non è il diario di una malattia, ma la testimonianza esatta che nessuno si salva da solo. A risuonare in queste pagine sono le voci degli altri. La voce di Angelina, che ha il piglio di una capobanda e tratta le altre pazienti con tenerezza. La voce del Professore, cresciuto in un paesino dell’Aspromonte e diventato un luminare, che non dimentica le sue origini. La voce di un infermiere che impiantandoti un port endovenoso ti chiede quale sia la tua canzone preferita, e te la canta. In questa sinfonia di voci ci sono risate e stupore, sopracciglia tatuate e purè di carote, sigarette fumate di nascosto e pennarelli che disegnano sul corpo, madri che si preoccupano dei piedi freddi e uomini che conoscono la «logistica dell’amore». Ci sono l’intelligenza e la sensibilità di una scrittrice che ribalta ogni stereotipo, sulla malattia come sulla cura, e che è troppo curiosa delle persone per non raccontarle, perché sa che solo attraverso le storie altrui scopriamo la nostra.