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Il mangiatore di pietre
Un noir ruvido e incalzante come le valli e le montagne in cui è ambientato. Un giallo che diventa il pretesto per raccontare legami, odi e tradimenti di una piccola comunità montana.
Il libro
In una valle selvaggia e silenziosa del Piemonte, Cesare, ex passeur che portava clandestini e merce di contrabbando oltre il confine con la Francia, vive in una baita con l’unica compagnia della lupa Micol. Indurito dal mestiere svolto e dall’ambiente che lo circonda, trascorre i suoi giorni lontano dal mondo. Ma tutto cambia quando una notte, in fondo a una scarpata Cesare trova il cadavere di Fausto, l’amico a cui aveva consegnato il suo lavoro e la sua esperienza, freddato da due colpi di fucile. Tutti considerano il delitto legato al traffico di clandestini, di cui la polizia ritiene Fausto una figura chiave. Eppure ben presto quel ritrovamento scuote gli equilibri precari della valle. Cesare avvia cosí una personale indagine sulla morte di Fausto, che lo costringerà a rivivere antichi tradimenti, svelare verità scomode e affrontare un mondo di traffici illeciti e segreti a lungo taciuti. Con Il mangiatore di pietre Davide Longo costruisce un romanzo che intreccia la tensione del noir con l’introspezione di una storia umana profonda e dolorosa. La natura, protagonista quanto i personaggi, diventa specchio delle loro fragilità, con le montagne imponenti e i silenzi delle valli ad amplificarne solitudine e rimorsi.