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appuntamenti
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15 dicembre 2025
Cristina Cassar Scalia
Milazzo - L'autrice presenta Mandorla amara alle ore 18:00 presso la Biblioteca Comunale Palazzo D'Amico (Via Marina Garibaldi, 153). In dialogo con Lydia Russo e Angelica Furnari.
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17 dicembre 2025
Cristina Cassar Scalia
Giarre - L'autrice presenta Mandorla amara alle ore 17:00 presso la Sala degli Specchi del Comune (Via Callipoli, 81). In dialogo con Maria Bella e Rossella Cordio. In collaborazione con la Libreria Del Corso.
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19 dicembre 2025
Cristina Cassar Scalia
Catania - L'autrice presenta Mandorla amara alle ore 17:30 presso l'auditorium Giancarlo De Carlo, Monastero dei Benedettini di San Nicolò l'Arena (Piazza Dante). In dialogo con Paolo Di Caro e Maria Rizarelli. Legge alcuni brani l'attrice Manuela Ventura. Saluti di Stefania Rimini.
Il Castagno dei cento cavalli
«La Boscaiola» era un tipo schivo, però non dava fastidio a nessuno: una di quelle persone che non sembrano avere amici e nemmeno nemici. Eppure qualcuno l'ha uccisa. Poi ha infierito sul suo cadavere come se avesse un intento preciso.
Il libro
Ai piedi del Castagno dei cento cavalli, un albero secolare che cresce sulle pendici dell’Etna, due guardie forestali ritrovano il corpo di una donna brutalmente assassinata. La scena del crimine è sconcertante. Per il vicequestore della Mobile di Catania, Vanina Guarrasi, l’indagine si presenta subito complessa, se non altro perché sulla vittima non esistono praticamente notizie, quasi non avesse un passato. L’esperienza e la memoria del commissario in pensione Biagio Patanè sono dunque piú utili che mai, anche se l’anziano poliziotto appare un po’ distratto da un problema personale. Del resto, la stessa Vanina fatica a conciliare la vita privata con il lavoro: la prima la richiama sempre a Palermo, sua città natale; il secondo la porterà invece in un «luogo dell’anima» che appartiene alla sua infanzia.
«Una storia incredibile e assurda, eppure talmente verosimile da risultare non improbabile e persino reale tanto tangibile è la cura della lingua, il siciliano che infarcisce i dialoghi e i modi di dire, e tanto spasmodica è l’attenzione ai dettagli».
Marina Valensise, «Il Messaggero»