Giulio Einaudi editore

Guerra di infanzia e di Spagna

Copertina del libro Guerra di infanzia e di Spagna di Fabrizia Ramondino
Guerra di infanzia e di Spagna
Mondadori Store Amazon IBS La Feltrinelli

Un'isola incantata protesa verso l'oceano, Maiorca. Una sorta di paradiso terrestre violato dalla guerra civile spagnola con il suo corredo di eccidi.
Una bambina, figlia del console italiano, che combatte una sua privatissima guerra...

2001
Supercoralli
pp. 426
€ 19,63
ISBN 9788806159122

Il libro

Un’isola incantata protesa verso l’oceano, Maiorca. Una sorta di paradiso terrestre violato dalla guerra civile spagnola con il suo corredo di eccidi.
Una bambina, figlia del console italiano, che combatte una sua privatissima guerra: con il suo corpo che non ama, con la madre che sfugge al suo abbraccio, con le parole che si mescolano in una babele inestricabile, con le cose, sempre impenetrabili, con il mondo degli adulti spesso ottuso e indecifrabile.
Una villa, Son Batle, che è come un regno favoloso, di giochi infantili, di favole raccontate all’infinito, di filastrocche e incantesimi e malefizi. Un microcosmo di varia e diversa umanità tracciato, prima ancora che nella memoria, nelle pieghe piú intime dell’animo e lí custodito per tutta una vita.

Un’isola che sembra voler navigare alla deriva, lontano dal continente, la Spagna, e dalla guerra civile, che è un «ricordo di cose immonde». Una terra di incantesimi e malefizi, in cui si svolge una guerra privatissima e intima, quella che accompagna la crescita di Titita, la figlia del console italiano, arrivata nell’isola insieme ai genitori ancora neonata e lí rimasta fino a dopo l’armistizio.
Fabrizia Ramondino mescola storia, vicende private – a volte proprio intime – e invenzione per raccontare un microcosmo di esistenze, affetti, riti sociali, miti collettivi e personali tutto filtrato attraverso l’esperienza di una bambina irriducibile, per la quale il mondo è soprattutto un fascio di percezioni, ora piacevoli ora indignate, e la vita una laboriosa, e a tratti lacerante, ricerca di identità. Una fatica che condivide con il fratello Carlito (compagno di giochi e travestimenti, ma destinato a indossare l’austera divisa della virilità), e in cui l’aiutano, ognuno a suo modo, la nonna Luciana (che odia le guerre e ogni forma di prevaricazione, e alimenta il suo spirito di indipendenza), l’adorata balia Dida («regina di tutti, servi e padroni, piante e animali, stanze e patios, stelle e pianeti»), il suo amico, figlio di contadini, Paco (con cui assapora la vita dei campi), e ancora il vecchio Malaquias, con la sua enigmatica saggezza, il guardiano Ignasi, che le racconta storie di uccelli favolosi e notturni…
Piú difficile è invece il rapporto di Titita con la sorellina Anita, troppo diversa da lei e troppo coccolata, e con i genitori, signori di quest’universo di varia umanità che pullula nella amatissima villa di Son Batle, Eden, limbo e inferi al tempo stesso. Il padre console, capace di creare momenti di profonda intimità e, allo stesso tempo, espressione di un mondo di parole altisonanti e incomprensibili. La madre dai modi scostanti, regina della mondanità e delle metamorfosi, che ora si scioglie in baci ora si indurisce in comandi che non ammettono repliche. Guerra di infanzia e di Spagna è infatti anche, e soprattutto, una dura storia di formazione, fatta di passioni intense – alcune provvisorie altre destinate a mettere radici profonde -, di delusioni amarissime, di scoperte che svelano mondi, e tutta intessuta di conflitti intimi, ma anche sociali ed epocali, mescolati senza soluzione di continuità, come le due guerre, una civile e l’altra mondiale, che senza sosta fanno rimbombare nel cielo i motori degli aerei da guerra.

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