Giulio Einaudi editore

Gli occhiali di Cavour

Gli occhiali di Cavour
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Nessun delitto, nessun assassinio: per il capitano in pensione Florindo Flores, questa volta si tratta solo di aiutare un amico a risolvere un piccolo mistero torinese: la sparizione di uno storico cimelio, un paio di occhiali appartenuti a Camillo Benso, conte di Cavour.
Ma la faccenda prende a ingarbugliarsi e ad assumere contorni più inquietanti, quando, sulle sponde del Po, tra gli sterpi, vengono a galla una parrucca bionda e un lungo abito da sera di seta rossa...
Un cameriere brasiliano scompare nel nulla. Poi le sparizioni si moltiplicano, e nuovi e vecchi personaggi entrano ed escono di scena come in un vaudeville, in un crescendo di vicende stralunate e divertite.

2009
L'Arcipelago Einaudi
pp. 120
€ 12,00
ISBN 9788806195519

Il libro

Florindo Flores ha abbandonato per qualche giorno il suo amato orticello e il suo giardino sassarese, e si trova a Torino per questioni personali.
Non immagina certo che sarà costretto, suo malgrado, a riprendere le tradizionali attività investigative, con pedinamenti e indagini ormai sfiancanti per le sue nuove abitudini di poliziotto a riposo.
Tutto comincia con la scomparsa di un paio di occhiali, che si ritiene fossero appartenuti a Cavour. Il Bensi, proprietario di un ristorante, che ne ha denunciato la sparizione, non lo convince affatto, sembra una caricatura del Conte, con quel panciotto e i modi cerimoniosi e sfuggenti…
Pare una faccenda trascurabile e Flores non vede l’ora di liquidarla per rifugiarsi nel calore dell’atmosfera famigliare, tra gli aromi della saporita cucina della moglie, ma sono invece le nebbie del Po a catturarlo: dalle acque torbide emergono indizi che potrebbero rivelare vicende sinistre: il vestito e la parrucca di una certa Loredana, ben conosciuta da Bensi.
Tra i dipendenti del Ricetto del Conte, il locale che esibiva in una vetrinetta gli occhiali e altri cimeli del grande piemontese, manca all’appello Evaristo da Rio, un cameriere che serviva i clienti a passo di samba.
Svaniti gli occhiali di Cavour, sparito l’ambiguo brasiliano, scompare anche il signor Bensi: dal suo armadio mancano solo la vestaglia, le pantofole e… una bombetta.
Dove può aggirarsi, senza dare nell’occhio, un individuo così abbigliato, con quel copricapo assurdo, e per di più sotto una pioggia battente?
Bisogna dipanare la matassa e forse il bandolo potrebbe essere nelle mani della signora Bensi…
Una storia all’insegna del divertissement cui si mescolano nostalgie, odori, colori e immagini di una Torino di altri tempi.

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