Giulio Einaudi editore

Come il lupo

Copertina del libro Come il lupo di Eraldo Baldini
Come il lupo
Mondadori Store Amazon IBS La Feltrinelli

Una bambina epilettica e forse dotata di preveggenza, una antica leggenda di sangue, una comunità appartata tra i monti, guidata da una vecchia matriarca. E un uomo in crisi che deve scegliere se seguire la strada degli uomini o quella dei lupi. In una scrittura limpida e in una perfetta struttura narrativa, il nuovo romanzo di Baldini fonde epoche diverse per arrivare a interrogarsi sul senso stesso della Storia. E ci porta, con assoluta naturalezza, nel cuore del mistero.

2006
Stile Libero Big
pp. 242
€ 14,50
ISBN 9788806175337

Il libro

Nazario è un servitore dello Stato. È maresciallo del Corpo Forestale. Ama i suoi boschi, e ama osservare i lupi. Ha una famiglia felice. Ma sono gli anni Cinquanta. Gli anni delle manifestazioni operaie, di Scelba e dei caroselli di camionette. L’Italia sta cambiando e Nazario, ex partigiano, non è sicuro che sia in meglio. Quando una tragedia sconvolge la sua vita, Nazario scopre che nascosta tra i suoi boschi c’è una valle incantata, dove gli abitanti sono molto cauti verso gli stranieri. E sembrano seguire leggi tutte loro…

«Veruska era davanti a lui, a non piú di una cinquantina di metri di distanza. Immobile, coda bassa, occhi fissi nei suoi. Pareva attenderlo. Nazario fece qualche passo in avanti, e lei non si mosse. Avanzò ancora. La lupa aspettò che le fosse quasi vicino, poi si girò, scivolò silenziosa tra gli alberi. Ma non fuggí, non si nascose come aveva sempre fatto, non giocò a rimpiattino. Parve anzi scegliere il luogo piú esposto, piú in vista in cui fermarsi di nuovo. L’uomo ricominciò a camminare verso di lei, che ancora lo lasciò avvicinare. Andarono avanti cosí per un quarto d’ora; la lupa non si era mai comportata a quel modo, e Nazario non capiva, non riusciva a comprendere che cosa le fosse preso, perché rischiasse tanto, perché lo invitasse a quel gioco incredibile e contrario alla sua natura, alla natura della sua specie. Poi ebbe un’illuminazione, una certezza. Era maggio, era il tempo».

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