Giulio Einaudi editore

Alice è il nome di un brigantino francese misteriosamente naufragato, nel 1909, presso la foce del Columbia River, Oceano Pacifico: Lula ne tiene chissà perché una fotografia sul tavolo. Ma Alice è anche la password che custodisce il diario di Lula, dentro un computer. Piero, che non ama piú Lula e sta per lasciarla, viola in un momento d'ozio quel diario. E ci trova quel che mai avrebbe voluto leggere.
Cosí l'enigma del veliero naufragato da un secolo s'intreccia all'irrimediabile enigma del diario, quasi si tratti della stessa storia. Intanto la vita passa e si perde, anche in modi terribili; resta il rimorso di non averla capita.

«Mannuzzu ci dà una storia avvincente, splendidamente narrata, la cui trama segreta, enigma solo in parte decifrato, condiziona con influssi misteriosi quella esplicita, e continua a sollecitare la coscienza morale del lettore».

Cesare Segre

2016
eBook
pp. 208
€ 7,99
ISBN 9788858421529

Il libro

Perché Lula tiene sul tavolo una fotografia del brigantino francese Alice, naufragato nel 1909 alla foce del Columbia River, Oceano Pacifico? Alice è anche la password che custodisce il suo diario dentro un computer. Piero, che ha smesso di amare Lula e vuole lasciarla, in un momento d’ozio viola quel diario: e vi legge che Franz – il suo straordinario fratello, morto prematuramente e ritenuto quasi un santo – aveva cercato a lungo, con accanimento e addirittura con violenza, di sedurre Lula.
Ma era vero, proprio vero? Per Piero diventa un’ossessione quotidiana, dentro l’alloggio gremito di decori consunti dove continua a vivere con Lula – arcana donna bambina – fingendo che nulla sia accaduto e nulla stia per accadere. Un’ossessione che lo accompagna negli incontri con Candida, la vestale dai capelli indomabili di cui s’è innamorato; lo segue nelle visite domenicali al padre, Giobbe decrepito e snob che siede sulle ceneri a parlare con Dio e a giocare a tressette; lo spinge ad affrontare la vedova di Franz, minuscola cattiva signora dalla voce di contralto; e persino a rivedere Giovanna, la moglie schizofrenica da cui non ha mai divorziato. Ma il dubbio diventa paura quando, nella piccola città macinata dalla storia dove abita, lui pensa all’unica figlia, Chicca: che se n’è andata in un’altra parte del mondo – proprio là sulle coste del Pacifico – e non vuole piu saperne di padre e di madre.
Si tratta anche di fare i conti col senso delle cose, con la misura del male? Dopo però, nella prospettiva del tempo, le domande relative al diario si mischiano a quelle sul misterioso naufragio, la cui immagine non vuol cancellarsi dagli occhi. Forse mischiarle è il segno dell’inguaribile ambiguità di Piero. O forse è vero, come una volta ha detto Lula, che «i misteri sono banali. E se si rivelano è solo in parte: quella che crediamo importante, magari, e non lo è». Piero comunque ritrova un tenue filo, via e-mail, con Chicca: chiedendole dell’Alice. Intanto la prospettiva del tempo fa ciò che sa fare: muta. Le cose bene o male si assestano: di come sono state rimane la memoria, il rimorso di non averle capite e d’averle perdute.

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