Giulio Einaudi editore

54

Copertina del libro 54 di Wu Ming
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Mondadori Store Amazon IBS La Feltrinelli

Dagli autori di Q, un ambizioso opus magnum tra spy story e affresco corale, che ci immerge con ricchezza di dettagli e di voci in un mondo che sta nascendo. Anno di grazia 1954: la Storia ribolle tra guerra fredda, stelle del cinema e traffico mondiale di eroina.

2002
Stile Libero Big
pp. 673
€ 16,80
ISBN 9788806162030

Il libro

Non è dopoguerra, è solo un’altra guerra. Il mondo è diviso in blocchi, in realtà ideologie e frontiere si stanno già sgretolando: merci e droga non conoscono confini. Dalla Dalmazia a Mosca a Hollywood, da Napoli alla Francia, da Bologna a Trieste, tra balere, viaggi clandestini oltrefrontiera e incontri di pugilato, una folla di protagonisti, spinti da una corrente che li travolge e li supera, si muove verso uno sbocco ignoto. Nuovi eretici, ex partigiani, contrabbandieri, narcotrafficanti, agenti segreti, figli in cerca di un padre si muovono e si sfiorano, inconsapevoli pedine di un grande disegno. Tra loro c’è Cary Grant, l’attore che da due anni non gira un film, il grande di umili origini la cui eleganza diventa il metro di misura della dignità personale, sull’orlo di una grande onda che sta per travolgere tutto. Sui flutti, come la bara in Moby Dick, galleggia un misterioso televisore, simbolo di progresso tecnologico e di radioso avvenire, che unisce le scene piú diverse al ritmo di una travolgente commedia degli equivoci.

1954. Alcuni personaggi:

Ivan Alexsandrovic Serov. Presidente del neonato Kgb. Ha un appuntamento con la Storia.
Archibald Alexander Leach, stella di Hollywood. Ha appena smesso di fumare grazie all’ipnosi.
Jean-Jacques Bondurant, di Montréal. Venditore di automobili. Somiglia a Cary Grant.
Robespierre Capponi, per tutti Pierre. Si scatena nelle balere di Bologna, prende lezioni d’inglese, legge autori che al Partito non piacciono.
Il bar Aurora. Se non fosse che a una cert’ora deve chiudere, vien da pensare che resteremmo lí sempre.
Salvatore Lucania. Esiliato dagli States, vive a Napoli. Ha un negozio di elettrodomestici.
Stefano Zollo, detto «Steve Cemento» per via di alcuni lavoretti. È il braccio destro di Lucania. Non si occupa di lavatrici.
Salvatore Pagano, detto «Kociss». È innamorato di Lisetta.
Frances Farmer, attrice scomparsa in un dedalo di manicomi.
Angela Manaresi. Circondata da statue di sale, deve trovare la via e prendere la decisione.
Josip Broz. Ha cacciato i nazisti dalla Jugoslavia, senza scomporsi mai. Ora governa il Paese. Un leader. Un dandy.
Vittorio Capponi. Eroe o traditore? Che ci fa arroccato su un’isola semideserta della Dalmazia meridionale? Perché non scrive ai figli da mesi?
Gulliver, piccione viaggiatore. Si orienta col sole, gli odori e il magnetismo terrestre. Sa di dover partire.
Toni il lionese. Se la tisi glielo permetterà, vorrebbe morire in azione.
Bao Dai, empereur. In effetti, è imperatore del Vietnam. Mentre sta per cadere Dien Bien Phu, furoreggia al casino di Cannes. Specialità: chemin de fer.
Ettore Bergamini. Da partigiano, ha combattuto nella battaglia di Porta Lame. Espulso dal Partito, ora si occupa di trasporti. Odia le biciclette.
McGuffin Electric, modello Deluxe. «Un televisore fuori del comune», anche grazie allo schermo a luminosità fisiologica. Vede, ascolta, riflette. Ma non funziona.

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