Giulio Einaudi editore

Tra dolore e grazia, nella città che non vede e non sente, la storia di un uomo che vive al margine di tutto, riceve le stigmate e non sa perché, in un'atmosfera da Leggenda del santo bevitore. Un atto di amore, quasi un mistero medievale su salvezza individuale e indifferenza del mondo, nato dall'incontro tra uno degli scrittori piú amati (e riservati) della sua generazione e un illustratore-poeta italiano famoso nel mondo.

1999
Stile Libero
pp. 186
€ 11,36
ISBN 9788806151324

Il libro

«Qualche anno fa, a Parigi, sono entrato in una libreria italiana e ho acquistato delle serigrafie di Mattotti che mi piacevano molto. Non lo conoscevo personalmente, anche se a Bologna avevamo vissuto per anni nello stesso quartiere. Nella stessa libreria di Parigi Mattotti aveva comprato il mio libro di racconti: me lo disse il libraio leggendo il mio nome nella carta di credito. Una di quelle serigrafie (la serie si chiamava Nocturne) è diventata la copertina di un mio libro. Cosí ci siamo incontrati, e abbiamo scoperto di essere due girovaghi (entrambi figli di militari) senza una vera città d’origine. Prima di incontrare Lorenzo non avevo mai scritto sceneggiature, né per fumetti né per film. Stigmate, all’origine, era un brevissimo appunto per un racconto mai scritto. Insieme a Lorenzo è diventato questa storia visionaria, che evidentemente per nascere davvero aveva bisogno dei suoi disegni. In fondo, anche se noi due non siamo poveri, abbiamo qualcosa in comune con questo personaggio ingombrante e senza nome: siamo apolidi, poco inclini ad associarci (in riviste o in tendenze culturali), cerchiamo di essere gentili ma non siamo molto mondani. I pettegoli, in Italia, dicono che ci unisce il nostro cattivo carattere».

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