Giulio Einaudi editore

Vite scritte

Copertina del libro Vite scritte di Javier Marías
Vite scritte
Mondadori Store Amazon IBS La Feltrinelli

«Nessuno sa che faccia avesse Cervantes, e non si ha neppure alcuna certezza su quella di Shakespeare, ragion per cui il Chisciotte e il Macbeth sono testi ai quali non si accompagna un'espressione personale, un volto definitivo, uno sguardo che gli occhi degli altri uomini abbiano potuto congelare e fare proprio nel tempo. Forse soltanto quelli che i posteri abbiano sentito la necessità di attribuire loro, con esitazioni e cattiva coscienza e molta inquietudine, espressioni e sguardi e volti che sicuramente non furono di Shakespeare né di Cervantes».

2004
Saggi
pp. XII - 226
€ 21,00
ISBN 9788806170455
Traduzione di

Il libro

Uno scrittore legge e racconta altri scrittori: non solo le opere che ha amato o con cui si è confrontato, ma soprattutto le loro vite, le passioni, gli odi, le manie, le grandezze e le miserie. Vite scritte cosí da essere lette. L’idea di partenza è «trattare questi letterati, conosciuti da tutti, come personaggi da romanzo, che poi è probabilmente la maniera in cui tutti gli scrittori intimamente desiderano vedersi trattati, al di là della fama o dell’oblio». Non solenni agiografie di maestri artisti, dunque, ma storie tratteggiate con affetto e con divertimento. Brevi e folgoranti biografie insieme a ritratti (fotografici o dipinti) di autrici e autori di culto. Quella proposta da Marías è una scelta da lettore oltre che da scrittore con solo due regole: che i prescelti non siano piú tra i vivi e non siano spagnoli. Si incontrano cosí Faulkner e Conrad, Tomasi di Lampedusa e Henry James, Conan Doyle e Stevenson, Turgenev e Thomas Mann, Nabokov e Rilke. E ancora madame du Deffand, Kipling, Rimbaud, Djuna Barnes, Oscar Wilde, Mishima. Insieme a donne meno note ma dalle vite davvero singolari: lady Hester Stanhope, «la regina del deserto», o Adah Isaacs Menken, «la poetessa equestre», fino a riflessioni su famose fotografie di scrittori (da Nietzsche a Baudelaire a Poe a Borges), che dimostrano come la passione di leggere non si esprime soltanto sulla pagina stampata ma spesso attraversa volti e sguardi.