Giulio Einaudi editore

I classici nell’età dell’indiscrezione

Copertina del libro I classici nell’età dell’indiscrezione di Maurizio Bettini
I classici nell’età dell’indiscrezione
Mondadori Store Amazon IBS La Feltrinelli
1995
Einaudi Contemporanea
pp. IX - 181
€ 11,36
ISBN 9788806136383

Il libro

E’ noto che ogni grande autore crea i propri predecessori e influenza così non solo il futuro, ma anche, e forse soprattutto, il passato. l’idea presuppone un lettore memore e attento, e per questo disposto a modificare la propria tradizione e i propri classici, o almeno la lettura che di essi si sia sedimentata nel tempo. Da sempre, dunque, leggere vuol dire anche modificare. Per la società pubblicitaria contemporanea leggere significa senz’altro manipolare, ma non in nome di un’identità culturale bensì nel segno di un anonimato del pettegolezzo. E’ di questo costume che Maurizio Bettini propone un ritratto che non si affida a toni apocalittici perché basta e avanza il grottesco di quanto viene rappresentato. Se la cultura orale è naturalmente discreta perché non ha a disposizione una memoria inesauribile, la cultura scritta, e per di più tecnologica, è in sé indiscreta proprio perché non dimentica nulla. Quando tutto può essere ricordato, il problema si sposta allora sul come e sul che cosa ricordare o specularmente lasciare nell’oblio. A questa domanda non sa rispondere il meccanismo della “calendarietà culturale” che parla dei classici e li commemora senz’altra ragione che quella appunto anonima dei calendari e negli anniversari. memoria e lettura nulla hanno a che vedere neppure con il metodo che riduce il cxlassico a curiosità, magari adottando il criterio editoriale del “taglia e incolla” sui temi più “attuali”: i classici come antologie erotiche, i classici come manuali di citazioni o del saper vivere. Usando con coraggio le parole dell’incultura contemporanea, Maurizio Bettini ci mostra che se vengono letto come “sfizio”, i classici diventeranno senz’altro “godibili” o “piacevolissimi”, ma irrimediabilmente muti, li si potrà far parlare di tutto purché si accetti di non saperli più ascoltare. In un mondo stracolmo di informazioni accessibili ciò che rischia di venire a mancare, diceva Walter Benjamin, è il sapere della narrazione, quel discorso che […]