Giulio Einaudi editore

Canti di Castelvecchio

Canti di Castelvecchio
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Un commento completo e innovativo per molti aspetti, un libro che a distanza di oltre un secolo non smette di affascinare il lettore e proporre sempre nuovi spunti di suggestione e interpretazione.

2026
Nuova raccolta di classici italiani annotati
pp. 512
€ 60,00
ISBN 9788806270568
A cura di

Il libro

Dalla metà degli anni Cinquanta, inizialmente grazie a Contini e poi a tanti altri studiosi, la fortuna critica di Pascoli non ha piú subito gli scossoni del primo mezzo secolo e il poeta romagnolo è ormai stabilmente considerato senza alcun dubbio uno dei piú grandi autori dell’Italia unita, molto amato anche dai contemporanei, come dimostrano le ricorrenti letture pubbliche di Patrizia Valduga e Mariangela Gualtieri, nonché libri narrativi e spettacoli teatrali. I saggi e le edizioni commentate si sono succedute a ritmo regolare, spesso mettendo in luce l’avantesto delle poesie, o attraverso il filo aggrovigliato della biografia o l’analisi dei quaderni preparatori. Questo nuovo commento di Nadia Ebani ai Canti di Castelvecchio punta soprattutto a individuare gli elementi strutturali della raccolta e il senso che Pascoli ha voluto dare all’insieme del libro. Sia per l’ordinamento stagionale delle poesie sia per la ricorrenza di immagini simboliche, come quella delle rane o della lampada, anche in funzione metapoetica, che è una chiave importante per leggere la raccolta. Ma il prevalente e profondo sguardo interno non esclude, viceversa, una serie di riferimenti intertestuali: primo fra tutti è il modello leopardiano, evidente fin dal titolo, e poi D’Annunzio, visto da Pascoli in modo ambivalente, i cui versi vengono riutilizzati ma in maniera rovesciata. E poi la poesia francese moderna, Mallarmé e Verlaine in particolare, maestri per la costruzione musicale dei versi.

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