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Jean Meckert
Jean Meckert nasce a Parigi nel 1910 e vive un'infanzia difficile: dopo l'abbandono del padre e il ricovero della madre in un sanatorio, trascorre molti anni in orfanotrofio, esperienza che lo segna profondamente. Dai tredici anni svolge numerosi lavori, entrando in contatto con il mondo operaio, tema ricorrente della sua narrativa. Negli anni Trenta inizia a scrivere racconti e opere teatrali fino allo scoppio della guerra. Tornato dal fronte, lavora nella pubblica amministrazione, finché nel 1942 Gallimard pubblica il suo primo romanzo, Le botte, accolto con favore da Gide e Queneau. Da allora si dedica interamente alla letteratura, pubblicando L'Homme au marteau, La Lucarne, Nous avons les mains rouges e La Ville de plomb. A partire dagli anni Cinquanta ottiene grande successo con dei polizieschi firmati con gli pseudonimi John e Jean Amila, che escono nella celebre «Série noire», e nei quali esprime il suo spirito ribelle e libertario. Nel 1971 denuncia gli esperimenti nucleari francesi e il neocolonialismo a Tahiti; a causa del suo attivismo subisce un'aggressione che gli causa una parziale amnesia, senza impedirgli di continuare a scrivere. Muore a Parigi nel 1995.