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Strega 2026 I candidati Einaudi
Il 1° aprile sono stati annunciati i libri candidati all'80esima edizione del Premio Strega 2026. Sono tre i titoli Einaudi presenti:
I convitati di pietra di Michele Mari, proposto da Vittorio Lingiardi.
«La scuola è un tempo fuori dal tempo, possiede il futuro delle nostre vite. Un’epoca che tutti vorremmo osservare, alcuni conservare, nella sua forma sospesa, apparentemente compiuta. La figura che sostiene il romanzo di Michele Mari è quella dei compagni di scuola, convitati di pietra al tavolo infinito degli amori e delle malattie, del denaro e dell’azzardo. Mari inventa una scrittura spietata capace di pietas, tempera ogni parola senza manierismo, gioca con i vocaboli e ci fa giocare con loro, fin dai cognomi dell’appello che, come quelli delle squadre di calcio, popolano in ritmo di lista o di cantilena le anamnesi delle nostre esistenze. Ossessivo e toponomastico, intrapsichico e filmografico, “I convitati di pietra” è un romanzo nero che si fa gioco del tempo che passa. Un libro comico e corale che sarebbe piaciuto a Carlo Emilio Gadda».
Lo sbilico di Alcide Pierantozzi, proposto da Donatella Di Pietrantonio.
«Lo sbilico è il punto di rottura della mente, una linea di faglia, l’estremo ancora nominabile. Solo chi conosce quell’orlo smarginato per averlo sentito cedere sotto i passi può tornare indietro dal non ritorno e prestargli una voce vera con gli strumenti della letteratura. Alcide Pierantozzi viene a noi da quel punto di flesso ignorato, viene a raccontarci l’apocalisse dei nervi umani e degli animali, che nessuno aveva colto prima con una tale prossimità da vivente a viventi. Soltanto sua è questa lingua di parole mai viste, vertiginose e spellate, che guizzano funamboliche sulla pagina. Lo sbilico è un romanzo che turba e scomoda, mentre cura. Lo stavamo tutti aspettando, senza saperlo».
Acqua sporca di Nadeesha Uyangoda, proposto da Gaia Manzini.
«Viviamo in un mondo in movimento, un’epoca dove una persona su sette ha lasciato il proprio luogo di origine. È una condizione universale e intima insieme, che implica una lacerazione e un inconsolabile senso di estraneità. Acqua sporca, il romanzo di Nadeesha Uyangoda, è una storia famigliare e un’epopea di donne: Neela e Ayesha che vivono in Italia; Himali, Pavitra e Hirunika che sono rimaste in Sri Lanka. La vita di chi emigra è un’odissea dove Itaca non corrisponde necessariamente a un ritorno, ma è un punto fermo per non impazzire, per resistere all’indigenza e alimentare la certezza – o l’illusione – che nel paese lasciato sia rimasta una traccia di sé: qualcosa “che dimostri che si è esisti quando, altrove, si è stati indaffarati a non esserlo”. Uyangoda si avvale di una lingua sinuosa che accoglie nella sua sintassi il continuo movimento di questa nostra contemporaneità. Mescola lessico e culture diverse a nuovi punti di vista, ma soprattutto parla di un’idea più autentica d’identità, lontana dagli stereotipi culturali. Come sa Ayesha, la giovane artista di questa storia, l’identità prescinde dalle generalizzazioni. È qualcosa di fluttuante e lenticolare, sempre in transizione, perché è la transizione la parte più avvincente e l’ibridazione il luogo più vero di ogni esistenza».
La notte nel cuore di Nathacha Appanah, in uscita nei Supercoralli il 21 aprile, è candidato allo Strega Europeo.
Il libro è l’evento editoriale francese dell’anno e ha coinvolto migliaia di lettori, vincendo il Prix Femina, il Prix Renaudot des Lycéens e il Prix Goncourt des Lycéens.
Per Donatella Di Pietrantonio quella di Appanah è «una voce rara, che vibra della paura e della forza di ogni donna».
Come annunciato il 21 marzo sono tre i titoli Einaudi candidati anche allo Strega Poesia:
Semplici abbandoni di Alberto Bertoni;
Procne Machine di Carmen Gallo;
Cicatrici di Giovanna Rosadini.