Giulio Einaudi editore

Gabriella Dal Lago Giorni futuri

«Dal Lago ha il gusto del narrare e la curiosità intellettuale dei grandi scrittori»
Vincenzo Latronico

Gabriella Dal Lago

La fine di un’amicizia può far tremare il mondo anche più della fine di un amore. Per Irene e Ottavia è andata proprio così. La loro è sempre stata una simbiosi costruita sugli opposti: una al liceo si nascondeva, l’altra era la più popolare; una è cresciuta con una madre ingombrante, l’altra con una madre assente; a una piaceva Pietro, ma a Pietro piaceva l’altra. Eppure oggi non si parlano più.

Con una scrittura contemporanea e letteraria, Gabriella Dal Lago ci trascina nei non detti, nei risentimenti e nei giochi di specchi che attraversano un’amicizia lunga una vita, seguendo una domanda tanto semplice quanto universale: provare a tenere in vita un rapporto finito è un gesto di speranza o di paura?

L’autrice costruisce il romanzo come un continuo slittamento di prospettiva. «Mi divertiva, nella prima parte, fare immaginare Ottavia al lettore. E poi nella seconda parte ribaltare tutto», ha raccontato a Io Donna. Ed è proprio in questo cambio di sguardo che emergono le crepe: «Otti vede le asprezze della loro amicizia, Irene la romanticizza. La prima è più disposta ad accettare il cambiamento che la crescita comporta, la seconda rimane attaccata all'idea che aveva dell'altra persona». Un meccanismo narrativo che restituisce tutta la complessità dei rapporti più profondi, quelli in cui convivono ammirazione e invidia, affetto e fastidio, vicinanza e distanza.

Con questo libro, Gabriella Dal Lago dà voce a una generazione che raramente ha trovato nella narrativa italiana un racconto così lucido delle proprie relazioni, delle aspettative che le accompagnano e delle inevitabili trasformazioni che le attraversano. Una voce nuova e potente, capace di raccontare l'amicizia non come un rifugio immutabile, ma come uno spazio vivo, fragile e continuamente in movimento. La voce che mancava a una generazione.

«Tenera, divertente, brillante, intelligente: la scrittura di Gabriella Dal Lago si mette al servizio dei suoi personaggi per renderli davvero indimenticabili».
Olga Campofreda

«Un racconto vibrante sulla complessità dell’amicizia tra donne e sull’impossibilità di diventare davvero adulti. Gabriella Dal Lago è una scrittrice sia coraggiosa che giocosa, sia ambiziosa che empatica».
Naoise Dolan

«Giorni futuri non spiega una generazione ma la osserva rimanendo aderente ai dettagli, ai silenzi troppo lunghi, ai pensieri che arrivano sempre dopo, quando ormai è tardi».
Marina Leonardini, «tuttolibri – La Stampa»

«Le pagine di Giorni futuri scorrono veloci sotto gli occhi attraverso una scrittura che vive tutta all’interno della protagonista tra dubbi e ossessioni che ricordano il cadenzare assillante di Thomas Bernhard. Dentro Giorni futuri c’è tutta la fatica di una giovinezza che paga il prezzo di un impegno imprevisto, un miscuglio di sensi di colpa e di occasioni mancate».
Giacomo Giossi, «Il Foglio»

«Nel nuovo romanzo che si muove tra Torino e l'Olanda, Dal Lago racconta le relazioni e fa il ritratto di una generazione, i Millennial, che si sta facendo strada in tempi mutevoli ed eccitanti».
Laura Pezzino, «Vanity Fair»

Il libro
  • Gabriella Dal Lago

    Giorni futuri

    2026
    Dopo dieci anni passati in giro per il mondo a costruire una carriera accademica che non la soddisfa, Irene torna a Torino e non riconosce più nulla. Nei giorni galleggianti delle vacanze natalizie prova a innamorarsi, va alle feste degli ex compagni di liceo e...