#storiebrevi

Centinaia di microracconti su twitter!


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Va bene, lo sappiamo, la sfida di raccontare una storia compiuta in pochissimi caratteri è nata parecchio tempo prima che esistesse twitter… Dopo Augusto Monterroso, che con il suo «Cuando despertó, el dinosaurio todavía estaba allí» è stato considerato a lungo l’autore del racconto più breve della letteratura mondiale, il record è stato battuto da Hemingway, che in sei parole ha praticamente scritto un romanzo: «For sale: baby shoes, never worn». C’è tutto: il desiderio, l’attesa, la disillusione, il dolore, la rimozione…
Altrettanto celebre è il più breve horror della storia: «The last man on Earth sat alone in a room. There was a knock on the door...». Si tratta in realtà dell’incipit di un racconto più lungo, Knock di Fredric Brown, ma anche da solo funziona benissimo…
Il più breve racconto d’amore, invece, è probabilmente quello di Margaret Atwood: «Longed for him. Got him. Shit» (una versione romance del detto “hai voluto la bicicletta, adesso pedala”).
Tanti altri, più o meno noti, con risultati più o meno riusciti, si sono cimentati nella short-short-story, e qualcuno ha anche pensato a una vera e propria antologia.
Poi (ormai tanti tantissimi anni fa) sono arrivati gli sms, che hanno offerto un contenitore perfetto per questi esperimenti di condensazione narrativa – esperimenti condotti per lo più in privato.
Ma come si fa a resistere a twitter? A quel limite già dittatoriale dei 140 caratteri, brutalmente decurtati a 127 per via dell’hashtag #storiebrevi?
Noi infatti non abbiamo resistito, e abbiamo proposto la nostra sfida – un po’ per gioco.
Gli utenti di twitter, un po’ per gioco, hanno fatto il resto…
Sono nate così centinaia di storie che vanno dal noir (Era in auto. La pensava di continuo, le mancava da morire. Eppure lei era lì, nel bagagliaio, roccopalermo) all’autobiografia (Asilo. La suora ci fa sedere contro il muro, testa sul banco "dormite ora!". He-man, tra le mie mani, sorride: non saró solo, paolorafaele), dalle “storie vere” che provano a ironizzare su quello che succede nel nostro Paese (Finalmente aveva ottenuto il tanto agognato aumento di stipendio. Poi arrivò la manovra finanziaria, genexmaria), fino dalla meta narrazione (ottimo trucco per recuperare i caratteri dell’hashtag, come ha fatto ad esempio amolteni: Il ronzio di una ventola di raffreddamento riempiva il silenzio della stanza, mentre il computer elaborava #storiebrevi), per arrivare a ipotizzare vere e proprie “riscritture” di racconti e romanzi meno brevi, come la versione di Siddharta "distillata" da glo_po: Uomo alla ricerca di sé stesso scopre di essere dio.

E siccome un gioco tira l'altro, accade anche che una brava illustratrice trovi nei microracconti l'ispirazione per il suo lavoro...
Nascono così le cover di Claudia Molinari, che combinando parole e immagini ha creato le bellissime illustrazioni che trovate qui sotto.
Per vederle nelle loro dimensioni originali (e per scoprire gli altri suoi lavori), vi consigliamo di andare a visitare il suo sito (molinari design) e il suo blog (We Are Müesli).

E chissà, magari questa volta sarà lei, con le sue immagini, a offrire a qualcuno una fonte d'ispirazione...

Ci piacerebbe riportarle qui tutte, le #storiebrevi di questi giorni, per motivi di spazio ci limitiamo a segnalarne alcune, un assaggio – più che una selezione vera e propria – di quello che potrete leggere seguendo l’hashtag (o, semplicemente, cliccando qui).

Lei andò a comprare le sigarette. Lui si risposò.
Licia A

Viveva con la sfuggente sensazione di non ricordare qualcosa di cruciale, un istinto atavico stinto dal tempo. Si comprò un SUV.
AlphaC

- Mamma dov'è il telecomando? - Non lo so, chiedilo a tuo padre. - Papà dov'è il telecomando? - Non lo so chiedilo a tua madre.
Anna Vasta

Era pazzo come un cavallo, uccideva chi sbagliava i congiuntivi. Si suicidò, quella volta che scrisse pò.
Luca Padovano

Dorian salvò il file e chiuse Photoshop. Stampò il ritratto, ripulito e corretto, e lo appese. Altri cento anni di giovinezza.
Davide Corvaglia

Frugò nella borsa di tela, tirò fuori ciò che cercava, un libro. Lo aprì e scomparve.
FannyKeats

Alessandro Manzoni si sedette al tavolo e si chiese "cosa posso scrivere per #storiebrevi?". Poi rinunciò e scrisse i Promessi Sposi.
Fabrizio Forzano

Tutto tranquillo. Arriva il cattivo. Scontro. Il bene trionfa.
Jimmy Sillani

Mario scoprì presto - e nel modo peggiore - i rischi di giocare a dama con Godzilla.
Gootenberg

Cercò tutta la vita quell'amore perduto, poi si decise a farsene una copia.
Inachis Io

Quando l'altro svanì nel nulla non si spaventò affatto. Dopo l'incidente giocare ai fantasmi faceva sentire a turno più vivi.
Lucio Costa

Volò fino al termine della notte per cercarla, ma quando la trovò si accorse che lei non aveva le ali.
matteo bertone

Schizofrenico si gioca a poker una personalità: perde e guarisce, ma poi capisce che si e' giocato la personalità migliore.
marco

Condizionato dall'aria che respirava,pensava ad una vita migliore. Lo trovarono morto dietro uno scaffale al centro commerciale.
MrBelzoni

Il cavaliere cade, ferito gravemente. Non ha paura: è morto mentre era vivo. Non tutti possono vantare lo stesso privilegio.
Samuele Vinanzi


Ho messo sale, pepe, aromi, curry, curcuma, coriandolo e non so che altro ma la sua carne è insipida, proprio come era da vivo
Robji_M

La smetti di gridare? Non c'è nessuno qui. Ci siamo solo tu, io e questo piccolo elefante rosa che balla il cha-cha-cha.
Stefano Formenti

Non sapeva amare. Ora lo sa.
tazzinadi

Provò a scrivere #storiebrevi ma facevano tutte schifo; alla fine partorì un mattone, che faceva schifo pure lui, ma divenne un bestseller.
Margherita Dolcevita

#storiebrevi che finivano male. Ecco cosa gli piaceva. Ma non aveva molto tempo: c'era un infarto in arrivo.
Vitaminic

 

***

Per finire, alcune chicche d'autore...


Aveva un enorme brufolo a forma di lucertola su tutta la faccia. Ma il peggio, credetemi, era quando se lo schiacciava.
Stefano Massaron

Aspettava di conoscere lo scrittore svizzero di storie sospese, leggeva i suoi libri, immaginava sorridendo. Non lo vide mai.
Francesca Mazzucato



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