Si avvicina la pubblicazione del nuovo romanzo del collettivo Wu Ming, Altai, prevista per metà novembre. Sul loro sito (www.wumingfoundation.com) così gli autori parlano del romanzo:
«Siamo tornati. Eccoci finalmente fuori dal tunnel. L'attesa è stata lunga, ma abbiamo la presunzione di pensare che il risultato la ripagherà.
Altai sarà presto in libreria.
Questo romanzo lo abbiamo scritto in marcia forzata, lavorando più intensamente di quanto abbiamo mai fatto, animati dalla sfida che avevamo lanciato a noi stessi: tornare al punto d'origine, cimentarci con il continuum spaziotemporale del nostro romanzo d'esordio, ma senza scrivere «Q 2». A oltre dieci anni di distanza non sarebbe stato credibile (né possibile) mimare ciò che eravamo.
L'impresa è stata proprio questa: scrivere un romanzo legato a Q, che riprendesse certe ambientazioni e personaggi, ma che fosse anche indipendente e nuovo. Quando abbiamo iniziato a ragionarci sopra sapevamo solo da dove partire, cioè dal nostro bisogno di tirare le somme e al contempo rilanciare, mettere in gioco il collettivo stesso su un'operazione «ad alto rischio». Non potevamo prevedere dove saremmo arrivati. E già arrivare non è stata affatto una passeggiata.
Non è un segreto che l'anno e mezzo da cui usciamo è stato uno dei più duri nella vita del collettivo ed esserne fuori non ci fa certo scurdare 'o passato. Abbiamo il presentimento che Altai dirà qualcosa anche rispetto a questo, qualcosa che personalmente ci aiuta a mettere nella giusta prospettiva le tematiche di Q, nonché la nostra stessa storia. Ora toccherà al romanzo intraprendere la propria vita editoriale e confrontarsi con il gusto dei lettori. Noi lo accompagneremo e ci confronteremo con chi vorrà parlarne. Dalla seconda metà di novembre inizieremo un tour di presentazioni che proseguirà fino all'estate 2010. Già da metà ottobre però saremo in tour fuori dall'Italia, per promuovere Manituana nei paesi dove è appena stato pubblicato: Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti.
Insomma, nei prossimi mesi, chi avrà voglia di incontrarci, vicino o lontano, avrà diverse occasioni per farlo».
Clicca qui per consultare il calendario aggiornato delle presentazioni previste finora per Altai.
Leggi la quarta di copertina di Altai:
Venezia, Anno Domini 1569. Un boato scuote la notte, il cielo è rosso e grava sulla laguna: è l’Arsenale che va a fuoco, si apre la caccia al colpevole. Un agente della Serenissima fugge verso oriente, smarrito, «l’anima rigirata come un paio di brache».
Costantinopoli sarà l’approdo. Sulla vetta della potenza ottomana conoscerà Giuseppe Nasi, nemico e spauracchio d’Europa, potente giudeo che dal Bosforo lancia una sfida al mondo e a due millenni di oppressione.
Intanto, ai confini dell’impero, un altro uomo si mette in viaggio, per l’ultimo appuntamento con la Storia. Porta al collo una moneta, ricordo del Regno dei Folli.
Echi di rivolte, intrighi, scontri di civiltà. Nuove macchine scatenano forze inattese, incalzano il tempo e lo fanno sbandare.
Nicosia, Famagosta, Lepanto: uomini e navi corrono verso lo scontro finale.
Wu Ming, il collettivo di scrittori che al suo esordio si firmò «Luther Blissett», torna nel mondo del suo primo romanzo.
Un estratto del romanzo:
Molti credono che il Signore disperse le lingue degli uomini per punirli, ma è l’esatto contrario.
Egli vide che l’uniformità li rendeva superbi, dediti a imprese tanto eccessive quanto inutili. Allora si rese conto che l’umanità aveva bisogno di un correttivo e ci fece dono delle differenze.
Cosí i muratori, di costumi e fedi diversi, devono trovare un modus vivendi che consenta di portarea termine l’edificio.
– Tu hai mai avuto un sogno, Manuel?
La risposta uscí come un singulto.
– Sí, non essere giudeo. Fu mio padre ad avverarlo.
– Ti capisco piú di quanto non immagini. Perché rimanere deboli quando si può diventare forti?
Ma io non mi accontento di trasformare me stesso. Voglio trasformare un popolo. Da debole a forte. Da diviso a unito. Da ospite mal sopportato a padrone del proprio destino. Da fuggiasco a protettore di chi fugge. Sono millecinquecento anni che scappiamo. È giunto il momento di fermarci.
Nei mesi scorsi Manituana è stato pubblicato con successo in Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti. La rassegna stampa completa è disponibile sul sito dei Wu Ming. Ecco alcune delle ottime recensioni uscite sui giornali esteri:
«Manituana, che ibrida e felicemente reinventa romanzo d'avventura e romanzo storico, non ci mostra indiani buoni da una parte e bianchi cattivi dall'altra. La realtà è molto più intricata e complessa, e tutti i personaggi hanno il loro lato in ombra, le loro debolezze, le loro contraddizioni. Nessuno è mai totalmente innocente né esclusivamente colpevole. La legittima battaglia per la libertà e l'indipendenza degli uni può portare alla perdita della libertà e indipendenza degli altri. Ciò rende ancor più forte e straziante quest'epopea tragica che mostra la scomparsa di un mondo e la nascita di un altro».
Le Monde
«Se c'è una cosa di cui si può stare sicuri con la Wu Ming Foundation, è che niente sarà come sembra. Il collettivo di scrittura italiano ha una breve ma distinta tradizione di imprevedibilità, convenzioni mandate all'aria e strategie per convincere i lettori a guardare la storia alla moviola e in controcampo. Il loro terzo romanzo Manituana racconta la guerra d'indipendenza americana dalla parte degli sconfitti - le Sei Nazioni irochesi - e impiega tutti gli stratagemmi e congegni narrativi familiari a chi ha letto le opere precedenti: narrazioni confliggenti, false piste, giochi elaborati e opposte propagande. Condito dall'inizio alla fine con uno sguardo neo-marxista che solleva molte più domande che risposte, Manituana è una lettura illuminante, che a volte fa arrabbiare ma è sempre rinvigorente».
The Herald
«Manituana è un autentico romanzo quartomondista. Schiera i popoli aborigeni contro coloro che sono venuti a colonizzarli. E' la storia delle molte nazioni indigene che esistettero sul continente americano prima che gli europei venissero a distruggerle. E' la storia dell'India e del Raj britannico, ed è la storia del popolo algerino colonizzato dalla repubblica francese. E' anche la storia di Israele e dell'etnicizzazione che ha trasformato la Palestina in uno stato coloniale occidentale. In breve, è la storia di tutti i popoli che hanno visto la loro terra espropriata da un popolo europeo, tanto impegnato a impadronirsene quanto chi ci abitava era impegnato a resistere. E' anche la storia di come i popoli indigeni americani siano stati manipolati dagli europei per i loro fini. Questa situazione la vediamo anche oggi: il conflitto sciiti-sunniti in Iraq e gli scontri tribali in Afghanistan sono solo i primi esempi che vengono in mente. Manituana evoca la pericolosa tracotanza di chi si sente chiamato a dominare il mondo».
CounterPunch (organo di informazioni tra i più noti della sinistra statunitense)
Per Manituana sono previste numerose presentazioni in Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti. Clicca qui per consultare il calendario completo.